2025 – 6/ Rapporto Ossigeno 2025 – Chi ne ha parlato – Rassegna stampa
OSSIGENO 7 aprile 2026 – Dopo il convegno di martedì 24 marzo 2026 alla Casa del Jazz di Roma (viale di Porta Ardeatina 55), dal titolo “Ottomila giornalisti minacciati naufraghi dell’informazione: come aiutarli?”, promosso in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti del Lazio, nel quale Ossigeno per l’Informazione ha presentato il nuovo Rapporto annuale sui giornalisti minacciati, vari organi di informazione (agenzie, notiziari web, tv e giornali) hanno pubblicato notizie sull’evento, che era valido anche come seminario di formazione professionale per i giornalisti (6 crediti deontologici).
Ossigeno per l’informazione ringrazia quanti hanno riportato le risultanze del Rapporto, con numeri particolarmente preoccupanti, e hanno portato all’attenzione di tutti i dati aggiornati sul numero delle minacce e intimidazioni ai giornalisti con i possibili rimedi per contrastarle, e si riserva di aggiornarla con ulteriori contributi.
PROFESSIONE REPORTER
Giornalisti minacciati: 759 (più 47 per cento). Solo uno su cento diventa notizia
di Elettra Bernacchini
Nel 2025 in Italia 759 giornalisti, blogger e attivisti sono stati minacciati, intimiditi o colpiti da azioni legali pretestuose a causa del loro lavoro. Un aumento del 47% rispetto ai 516 casi documentati l’anno precedente. Ma il numero reale è quasi certamente molto più alto. È la fotografia scattata da Ossigeno per l’Informazione, l’osservatorio che da 15 anni monitora le violazioni della libertà di stampa in Italia, con il Rapporto annuale 2025 presentato il 24 marzo -a quattro giorni dal 32° anniversario della morte di Ilaria Alpi- alla Casa del Jazz a Roma, villa confiscata nel 2001 al cassiere della banda della Magliana e restituita ai cittadini. Ma il dato forse più doloroso lo riferisce in apertura il presidente Alberto Spampinato: “Solo una notizia su cento di queste finisce veramente negli organi d’informazione”.
Scopo intimidatorio
Un fenomeno diffuso di cui la stessa categoria non parla, o parla molto poco. I casi documentati sono già una cifra record, ma sono la punta di un iceberg. Il confronto con i dati del Ministero dell’Interno è illuminante: nel primo semestre 2025, mentre Ossigeno documentava 361 giornalisti minacciati, le denunce ufficiali erano appena 81. Solo uno su sei sporge denuncia. Un circolo vizioso che alimenta l’invisibilità del fenomeno e, con essa, l’impunità di chi minaccia. A pesare di più, in termini di diffusione silenziosa, sono le cosiddette SLAPP -dall’inglese Strategic Lawsuit Against Public Participation- ovvero azioni legali a scopo intimidatorio: querele pretestuose, cause civili per danni, diffide. Nel 2025 Ossigeno ne ha documentate 57, con un aumento del 67%, per un totale di 117 giornalisti colpiti. Nel 52% dei casi a promuoverle sono personaggi e istituzioni pubblici. Le spese legali ricadono quasi sempre sul giornalista, anche quando viene prosciolto — e a pagarne il prezzo più alto sono i freelance e i cronisti dei piccoli giornali locali. La direttiva europea anti-SLAPP avrà scarsa incidenza sull’Italia: si applica solo alle cause transfrontaliere, mentre quelle italiane sono quasi tutte domestiche.
Assalto a La Stampa
Tra i dati più sorprendenti del rapporto c’è il balzo del Piemonte: da zero giornalisti minacciati nel 2023 a 148 nel 2025, primo posto in classifica nazionale. Un salto spiegato in larga parte dall’aumento delle intimidazioni collettive — contro intere redazioni, non più solo singoli cronisti — cresciute del 38% a livello nazionale. L’episodio simbolo è l’irruzione nella redazione torinese de La Stampa del 28 novembre 2025, definito dal rapporto un caso senza precedenti. Insieme al Piemonte, Lombardia e Lazio concentrano la metà di tutte le minacce rilevate nell’anno.
Tolti l’attentato dinamitardo a Sigfrido Ranucci – già sotto scorta – e le intercettazioni via spyware Paragon ai danni di Francesco Cancellato e Ciro Pellegrino, rispettivamente Direttore e capo cronaca di Napoli di Fanpage, sono tre i casi emblematici del 2025 citati dall’associazione. Giorgia Venturini, cronista di Fanpage sulle mafie a Milano, ha trovato la testa mozzata di un capretto davanti a casa: un avvertimento con il linguaggio della criminalità organizzata. Salvo Palazzolo, di Repubblica, giornalista che segue la mafia siciliana, ha visto nel 2025 rafforzarsi le misure di protezione. Infine cinque cronisti sportivi genovesi hanno ricevuto misure di protezione, dopo minacce da una frangia di ultras della Sampdoria.
Quart’ultimi
Fondamentale sarebbe la richiesta, da parte di tutta la categoria, di strumenti concreti per reagire e proteggersi. Su questo fronte è intervenuto Stefano Ferrante, segretario dell’Associazione Stampa Romana: inserire nel rinnovo del contratto nazionale un meccanismo di supporto economico per le associazioni che assistono i giornalisti minacciati, colmando un vuoto che pesa soprattutto su collaboratori e freelance — sulla scorta dello Sportello Legale di Ossigeno, che ha affiancato fino a oggi un centinaio di colleghi.
Nota dolente, da tempo: un quadro normativo inadeguato, se non peggiorato. A fotografare la situazione strutturale è anche un dato del 2023: secondo l’Euromedia Ownership Monitor, l’Italia era al quart’ultimo posto in Ue per trasparenza della proprietà dei media, penalizzata dalla struttura a scatole cinesi che impedisce di risalire alle figure apicali dei grandi gruppi editoriali. Paola Spadari, presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, ha segnalato la necessità di estendere a tutti gli operatori dell’informazione — non solo agli iscritti all’albo — lo scudo penale contenuto nel decreto sicurezza in fase di conversione, che introduce un’aggravante per i reati contro i giornalisti, ma lascia fuori fotografi, operatori, fonici e assistenti. Giuseppe Federico Mennella, segretario generale di Ossigeno, è tornato sul nodo della riforma dell’articolo 595 del codice penale e sull’aspro dibattito intorno alla proposta, circolante in vari disegni di legge, di introdurre l’interdizione dalla professione per chi diffama -una misura che sposterebbe il potere disciplinare dai Consigli dell’Ordine alla magistratura. Il DDL S.466 sulla diffamazione, che avrebbe dovuto affrontare anche la protezione del segreto professionale e delle fonti, nel 2025 non ha proseguito il suo iter.
Scorte per 30
Il Rapporto Ue sullo stato di diritto del 2025 aveva già segnalato tutti questi nodi. In Italia, fa notare Ossigeno nel dossier consegnato alla Commissione Europea, non lo ha commentato quasi nessuno: né i media, né il parlamento, né il governo. Dal 2006 a oggi l’osservatorio ha documentato 8.314 vittime di violazioni della libertà di stampa. Nel 2025 i giornalisti sotto scorta armata erano 30. L’Italia resta il paese europeo con più giornalisti minacciati e più sotto protezione delle forze dell’ordine.
759 giornalisti minacciati ma non se ne parla.
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Hanno pubblicato notizie sul convegno del 24 marzo:
ORDINE NAZIONALE DEI GIORNALISTI
FEDERAZIONE NAZIONALE DELLA STAMPA
IL FATTO QUOTIDIANO
GIORNALEMIO.IT
In Italia nel 2025 i giornalisti minacciati sono stati 759, con un aumento del 47% | Giornalemio.it
ANTONINO CAPONNETTO ODV
ULTIMAVOCE.IT
Minacce ai giornalisti, crescono del 47% le intimidazioni
UCSI
Impennata del numero di giornalisti minacciati – UCSI
FEDERAGIONE.ORG
Minacce ai giornalisti in aumento, i dati del Rapporto Ossigeno 2025
MONDOREALE.IT
ZAZOOM.IT
IMGPRESS.IT
MOWMAG.COM


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