Questo episodio rientra tra le violazioni verificate da Ossigeno per l'Informazione

Violazioni verificate

1.5 milioni di multa dell’AgCom alla RAI per violazioni contratto servizio pubblico

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In materia di imparzialità,  pluralismo e completezza dell’informazione. Contestata anche trasparenza nella vendita degli spazi pubblicitari

OSSIGENO – 18 febbraio 2020 – L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AgCom) ha contestato alla RAI (in quanto società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo) alcune gravi violazioni dei principi di indipendenza, imparzialità,  pluralismo e completezza in materia di informazione e di non disparità e trasparenza nella vendita degli spazi pubblicitari. Perciò l’Autorità ha comminato all’azienda una multa di 1,5 milioni di euro e l’ha diffidata a ripristinare una corretta gestione della vendita degli spazi pubblicitari.

Le violazioni riguardano i notiziari e alcuni programmi di approfondimento trasmessi sulle tre reti generaliste (RAI 1, RAI 2, RAI 3) durante i quali sono state violati tali principi sanciti dal “contratto di servizio” che regola la concessione. La multa è stata deliberata il 14 febbraio 2020 ed è la più esosa mai comminata alla RAI.

Leggi il testo della delibera dell’AgCom in materia di pluralismo alla RAI

Leggi il testo della diffida dell’AgCom alla RAI in materia di pubblicità

L’Autorità ha inoltre diffidato la concessionaria pubblica affinché elimini, nella vigenza del contratto di servizio 2018-2022, le violazioni e gli effetti delle infrazioni accertate, adottando specifiche misure volte a garantire il rispetto degli obblighi e a evitare il ripetersi delle violazioni in futuro, richiamando l’importanza della responsabilità editoriale pubblica della concessionaria.

“Nella vigilanza della missione di servizio pubblico – ha precisato Agcom – non sono le singole fattispecie, su cui la società ha spesso messo in atto azioni ripristinatorie o correttive, a rilevare ma l’effetto che tali condotte hanno generato e potrebbero generare sui valori della collettività e i diritti dei cittadini, nonché sul valore di utilità pubblica e sociale del canone del servizio della concessionaria”.

“La caratterizzazione, all’interno dei notiziari della Concessionaria del servizio pubblico, di informazioni parziali, incomplete, non obiettive o deficitarie del requisito di pluralismo – afferma l’AgCom – , contrasta apertamente con gli obiettivi e con la missione del servizio pubblico radio-televisivo, nonché con gli impegni assunti dalla Concessionaria al momento della sottoscrizione del Contratto (di concessione del Servizio Pubblico, ndr)”.

SPAZI PUBBLICITARI – L’Autorità ha inoltre accertato il mancato rispetto dei principi di non discriminazione e trasparenza, in relazione al pricing effettivamente praticato, dalla concessionaria, nella vendita degli spazi pubblicitari. Di conseguenza, l’Agcom ha diffidato la Rai a cessare immediatamente i comportamenti contestati, anche al fine di consentire ad AgCom la verifica del corretto utilizzo delle risorse pubbliche (canone) e private (pubblicità) per il finanziamento delle attività e della programmazione di servizio pubblico da parte della concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo.

In particolare, in merito a numerosi episodi riguardanti la programmazione diffusa dalle tre reti generaliste, l’Autorità ha accertato il mancato rispetto da parte di Rai dei principi di indipendenza, imparzialità e pluralismo e ha irrogato una sanzione pecuniaria di 1,5 milioni di euro. L’Agcom – si legge in una nota – ha inoltre accertato il mancato rispetto dei principi di non discriminazione e trasparenza, in relazione al pricing effettivamente praticato, dalla concessionaria Rai, nella vendita degli spazi pubblicitari.

AGGIORNAMENTO: IL 29 MARZO 2021 il Tar del Lazio ha annullato la multa accogliendo un ricorso della RAI

ASP

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