Editoriale

Cosa insegnano le storie di ordinaria censura che Ossigeno racconta

Questo articolo è disponibile anche in: Inglese

In Italia non c’è la mostruosa censura dei paesi autoritari, ce n’è una più subdola, mascherata, che fa sparire molte notizie, opinioni, idee

OSSIGENO – 9 giugno 2023 – Ossigeno è grato all’amministratore delegato della fondazione musica per Roma Daniele Pitteri per la sensibilità con cui ha accolto la proposta di affidare quest’anno a Ossigeno per l’Informazione l’organizzazione di due serate di musica e intrattenimento inserendole nel programma dei concerti “Summer time” alla Casa del Jazz. Queste serate propongono molta buona musica e alcune brevi testimonianze sul tema della censura, per ricordare che questo brutto mostro sopravvive nelle nostre moderne società che in vari modi lo hanno messo al bando da quasi un secolo nel modo più chiaro e solenne. Purtroppo sopravvive anche in Italia. Ossigeno vuole ricordarlo mescolando musica e parole, raccontando alcune storie significative.

E’ nato per questo il ciclo “Storie di ordinaria censura”, che debutta il 9 e il 12 giugno sul palco all’aperto e proseguirà dopo l’estate con altri incontri, anch’essi alla Casa del Jazz.

Con la formula “musica dal vivo e parole”, negli anni scorsi, Ossigeno ha già realizzato numerose iniziative alla Casa del Jazz, registrando interesse e buona partecipazione del pubblico. Lo ha fatto con i modesti mezzi di cui dispone una associazione di volontariato senza fini di lucro. Ossigeno ha un piccolo bilancio, ma ha anche un ricco patrimonio di competenze e di esperienze. Lo ha accumulato in quasi 15 anni di attività, la metà di questi 15 con una presenza costante e attiva all’interno della Casa del Jazz.

In questi anni l’associazione ha svolto varie attività, soprattutto per promuovere e difendere il pieno esercizio della libertà di stampa e il diritto dei cittadini (di ogni cittadino) di essere informati e per coltivare la memoria di 30 giornalisti italiani che “cercavano la verità” su fatti di grande interesse pubblico e sono stati uccisi per impedire che lo facessero.

A loro è dedicato il pannello in cui sono elencati i loro nomi e raffigurati i loro volti. E’ affisso all’ingresso della Casa del Jazz, a fianco del grande Memoriale in cui sono elencati con i nomi di 900 vittime innocenti delle mafie.

Questo memoriale è stato apposto a eterna memoria, per mostrare a tutti quale enorme accumulazione di ricchezza fanno le mafie, per mostrarlo ricordando a chi lo frequenta che questo grande parco e gli edifici che contiene sono stati confiscati oltre 20 anni fa a esponenti della criminalità mafiosa di Roma e sono stati affidati dal Demanio al Comune di Roma che, a sua volta, li ha destinati a un uso sociale aprendo il parco ai cittadini e facendone il luogo di un’attività concertistica incentrata sulla musica jazz.

Oggi questi beni sono gestiti dalla Fondazione Musica per Roma (che svolge le sue principali attività presso il grande Auditorium Parco della Musica”). La Fondazione ha affidato a Ossigeno per l’Informazione il compito di custodire e mantenere vivo il ricordo della provenienza mafiosa di questi immobili e di farne uno strumento attivo di educazione alla legalità e ai diritti, organizzandovi iniziative rivolte ai giovani e ai meno giovani.

Ossigeno lo fa consapevole del grande potenziale culturale ed educativo di questo luogo e sta elaborando un programma di iniziative in collaborazione con Musica per Roma.

Ossigeno, per statuto, difende il diritto di manifestare liberamente le opinioni, la libertà di creare opere letterarie, artistiche, dell’ingegno senza interferenze indebite del potere. Difende in particolare il diritto dei giornalisti di diffondere liberamente idee opinioni notizie senza interferenze del potere e il diritto dei cittadini di conoscere tutte le informazioni attuali e di interesse pubblico, cioè le informazioni necessarie per partecipare consapevolmente alla vita pubblica. Purtroppo ci sono sempre varie notizie che, per convenienza, il potere e i potenti cercano di non far sapere ai cittadini, ci sono quindi varie interferenze del potere e dei potenti, dei prepotenti, per impedire che questa libertà e questi diritti siano esercitati liberamente: l’opposto di questa libertà si chiama censura.

Censura è un nome storico, millenario. descrive nell’insieme gli interventi con cui chi ha un potere grande o piccolo o esercita influenza o dispone di forza criminale può impedire che certe idee, opinioni, informazioni circolino e raggiungano i cittadini.

Gli interventi censori possono essere formali, informali, legali, illegali, violenti, burocratici, legislativi, procedurali.

Certamente in Italia non c’è la stessa censura che c’è nei regimi autoritari – in Russia, in Turchia, in Cina – dove il dissenso viene imposto dallo Stato con la legge e la forza pubblica e i dissidenti finiscono in carcere o in esilio. Ma c’è una moderna censura, subdola, mascherata, non meno efficace.

Per fare capire che cos’è la nuova censura che viene applicata in Italia, e non solo in Italia, Ossigeno ha raccolto migliaia di esempi concreti e con il ciclo di incontri “Storie di ordinaria censura” ne racconta alcune offre alcune, attraverso testimonianze, affinché tutti ne siano consapevoli e si rendano conto che il problema non riguarda soltanto i giornalisti, alcuni di loro, come si è portati a pensare, ma riguarda tutti, anche ognuno di noi e perciò deve figurare a pieno titolo nella lunga lista dei problemi che tutti ci dovremmo preoccupare di risolvere presto nel nostro paese.   ASP

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