Memoria. 33 anni fa Cosa Nostra uccise il docente-cronista Beppe Alfano
Varie iniziative a Barcellona Pozzo di Gotto (ME). La sua storia e una ricca documentazione su Ossigeno-Cercavano la verità
OSSIGENO 8 gennaio 2026 – Trentatré anni fa, l’8 gennaio 1993 a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, killer di Cosa Nostra uccisero Giuseppe (Beppe) Alfano, insegnante e giornalista.
Nella cronologia dei trenta giornalisti italiani uccisi a causa del loro lavoro Alfano è l’ultima vittima di mafia. Fu freddato mentre era al volante della propria auto, rientrando a casa. Nel 2006 sono stati condannati in via definitiva Nino Merlino, quale esecutore materiale, e il boss Giuseppe Gullotti come mandante, ma la ricerca della verità sull’uccisione di questo coraggioso giornalista non si è ancora conclusa.
I familiari di Beppe Alfano continuano a chiedere ulteriori accertamenti per fare piena chiarezza e giustizia, come ha detto più volte a Ossigeno la figlia Sonia, già europarlamentare.
Questo 33.mo anniversario è il primo che si celebra dopo la morte delle moglie del cronista, Mimma Barbaro, scomparsa lo scorso luglio. Si trovava con lui in auto la sera dell’omicidio. Beppe Alfano s’era accorto d’essere seguito e le disse di scendere e raggiungere a casa i loro tre figli. “Mia madre – ha detto Sonia Alfano recentemente – si è spenta senza veder riconosciuto il sacrosanto diritto di conoscere i veri volti di quanti hanno deciso l’omicidio di mio padre”.
L’iter giudiziario e le questioni ancora aperte sono ricostruiti su Ossigeno-Cercavano la verità www.giornalisticcusi.it, l’unico archivio online italiano costantemente aggiornato che raccoglie tutte le storie dei cronisti assassinati in Italia e offre una ricca documentazione sui trenta operatori dell’informazione uccisi da mafie, terrorismo e in zone di crisi. Nella pagina dedicata a Beppe Alfano, c’è anche un estratto della tesi di laurea della nipote Giusy, che spiega perché la richiesta di revisione del processo e di annullamento della condanna, fatta da Giuseppe Gullotti, uno dei condannati per l’omicidio di Beppe Alfano, è inammissibile.
CHI ERA – Beppe Alfano aveva 47 anni. Era un insegnante di educazione tecnica. Per passione e impegno civile faceva corrispondenze giornalistiche da Barcellona Pozzo di Gotto per il quotidiano catanese La Sicilia. Scriveva sulle vicende di mafia e corruzione, pubblicando notizie e inchieste per le quali subì minacce, come confidò a sua figlia Sonia. Tra le altre cose, aveva scoperto illeciti amministrativi e legami criminali del presidente dell’AIAS (la locale Associazione Italiana Assistenza Spastici) che nel 19192 gli disse: “Non arriverai al 20 gennaio prossimo” (leggi qui Ossigeno-Cercavano la verità).
INIZIATIVE – Nel giorno dell’anniversario, l’8 gennaio 2026, Barcellona Pozzo di Gotto ricorderà il docente-giornalista con due iniziative. Alle 9.30 si svolgerà la cerimonia con la deposizione di una corona davanti alla lapide di via Guglielmo Marconi; alle 18 il Parco “Maggiore La Rosa”, vicino l’abitazione di Alfano, ospiterà un incontro pubblico promosso dalla Federazione provinciale del Partito Democratico. L’evento, moderato dal giornalista Nuccio Anselmo, collegherà il ricordo dell’omicidio ai problemi attuali del territorio barcellonese e tirrenico, affrontando temi come lotta alle mafie, gestione dei rifiuti, sanità e trasparenza amministrativa. Interverranno i figli del cronista, Sonia e Chicco Alfano (approfondisci). GPA


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