Giornalisti uccisi. 47 anni fa la mafia mise a tacere Mario Francese

Individuò l’evoluzione di Cosa Nostra. Ossigeno ricostruisce la sua storia con testimonianze e documentazione sul portale “Cercavano la verità”

OSSIGENO 26 gennaio 2026 – Quarantasette anni fa, il 26 gennaio 1979, il giornalista Mario Francese, 54 anni, fu ucciso a colpi di pistola a Palermo, in viale Campania, davanti alla sua abitazione. Era un cronista di punta di nera e giudiziaria del Giornale di Sicilia, autore di grandi scoop. Tra le altre cose, compì un’approfondita ricostruzione delle più complesse vicende di mafia degli anni ‘70 e pubblicò per primo i nomi dei boss corleonesi che cominciavano a scalare le gerarchie di Cosa Nostra per arrivare a Palermo.

Il suo barbaro assassinio fece enorme impressione. Quella sera subito dopo gli spari, accorsero sul luogo dell’omicidio molte persone e alcuni giornalisti, fra i quali il figlio di Mario Francese, Giulio, all’epoca giovane giornalista del settimanale Il Diario. Accorse senza ancora sapere che la vittima era suo padre, come ricostruisce il sito di Ossigeno per l’informazione “Cercavano la verità”, l’unico portale dedicato ai trenta giornalisti italiani uccisi per il loro lavoro.

Fu la mafia di Totò Riina a ordinare e compiere l’omocidio. Per il riconoscimento della matrice mafiosa, tuttavia, ci vollero vent’anni. Fu decisiva la determinazione dei famigliari di Mario Francese, in particolare del figlio Giuseppe, che non superò mai il trauma della barbara uccisione del padre e dopo la sentenza si tolse la vita.

DELITTI ECCELLENTI – Il delitto di Mario Francese fu il primo di una serie di uccisioni mafiose ravvicinate compiute tra il 1979 e il 1980. “Dopo mio padre – ha raccontato Giulio Francesce a Ossigeno – a cadere, a febbraio, fu il segretario provinciale della Dc, Michele Reina; a uglio venne ucciso il capo della Mobile Boris Giuliano; a settembre il giudice Terranova; a gennaio 1980 il presidente della Regione Piersanti Mattarella. E’ il golpe di Cosa nostra, l’attacco alle istituzioni e come in ogni golpe si comincia con l’attacco alla stampa. Mio padre fu ucciso perché dava fastidio ai corleonesi, ne aveva raccontato l’ascesa, le alleanze, gli affari e le nuove strategie quando tutti gli altri li snobbavano, considerandoli mafiosetti di campagna”.

CHI ERA – Di origini sicracusane, Mario Francese era nato a Siracusa il 6 febbraio 1925. Cominciò a lavorare per il Giornale di Sicilia, facendo la gavetta, poi specializzandosi quale cronista di nera. Tra le altre cose, nei suoi articoli fece per primo il nome di Totò Riina e intervistò sua moglie, Antonietta Bagarella. Documentò il sacco edilizio di Palermo, osservando da vicino il sistema degli appalti pubblici, e denunciando dalle pagine del suo giornale i grandi affari di Cosa Nostra per impadronirsi dei fondi pubblici stanziati per la ricostruzione del Belice dopo il terremoto del 1968. In particcolare rivelò il grande affare costruito intono all’esproprio dei terreni per la costruzione della grande diga Garcia a 80 chilometri da Palermo. Per questo, nel 2013, la Regione Siciliana ha ribattezzato quella grand eopera “Diga Mario Francese”. Rivelò anche dettagli sulla frattura avvenuta negli anni 70 all’interno della “Commissione” di Cosa nostra.

La sua storia è ricostruita nella pagina a lui dedicata su “Ossigeno-Cercavano la verità” www.giornalistiuccisi.it, dove si può leggere anche il racconto del figlio Giulio Francese che delinea il profilo umano e professionale del cronista. “Mio padre era una persona innamorata della vita e del suo lavoro. Era instancabile, sempre col sorriso sulle labbra. La sua giornata era divisa tra l’impegno a Palazzo di Giustizia e al giornale. Poi c’era anche la sua passione per gli animali e per l’orto. Era generoso, sempre disponibile con la gente. Sapeva ascoltare e aiutava chiunque gli chiedesse aiuto. Subì intimidazioni a causa del suo lavoro, anche minacce di morte con telefonate arrivate a casa. Un paio le ho prese proprio io”.

LE INIZIATIVE –Nel giorno dell’anniversario, il 26 gennaio 2026, Assostampa sicilia e il Gruppo cronisti, insieme all’Ordine dei Giornalisti della Sicilia, rappresentanti della Prefettura e studenti, hanno ricordato Mario Francese con la tradizionale cerimonia in viale Campania. Qui ulteriori dettagli. GPA

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