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SLAPP. A Pesaro prima udienza della causa contro gli attivisti NO GNL

Si attendono le decisioni del giudice sulle richieste dell’avv. Pia Perricci, legale di Roberto Malini e Lisetta Sperindei di acquisire prove

OSSIGENO 31 gennaio 2026 – Giovedì 8 gennaio presso il Tribunale di Pesaro si è tenuta la prima udienza del procedimento civile avviato dall’azienda Fox Petroli contro gli attivisti Roberto Malini e Lisetta Sperindei. L’azienda ha chiesto un risarcimento da due milioni di euro per presunti danni d’immagine legati alle contestazioni sull’impianto Gnl alla Torraccia (vedi Ossigeno). Parallelamente l’azienda ha avviato anche un procedimento penale per diffamazione.

Durante l’udienza il giudice si è riservato di decidere sull’ammissione dei mezzi di prova presentati dalla difesa. L’avvocata Pia Perricci, che difende pro bono Malini e Sperindei, ha illustrato i punti centrali emersi in aula. “Ho chiesto di poter depositare due documenti nuovi, tra cui un carotaggio risalente al 2001, dove ci sono dei valori che vanno ben oltre le soglie stabilite dalla legge per quanto riguarda la presenza degli idrocarburi. Da quanto risulta, non sarebbe mai stata effettuata una successiva bonifica”, ha spiegato l’avvocata Perricci, per la quale la richiesta di risarcimento avanzata da Fox Petroli sarebbe infondata. “Riteniamo che non ci sia assolutamente nessun tipo di diffamazione – ha affermato – tanto che la causa è stata riconosciuta dalle Nazioni Unite e dalla Comunità Europea come una Slapp, una causa strategica intentata da soggetti forti per scoraggiare o bloccare l’azione degli attivisti o degli avvocati che portano avanti azioni sociali. La comunicazione ricevuta dall’Onu va proprio in questa direzione”.

La causa dei due attivisti è stata perorata anche dall’ex componente del cda della Fox Petroli Angelo D’Auria, 55 anni, geologo con un master alla Bocconi e marito di Cristina Berloni, la quale detiene il 25% delle quote azionarie della società. In un’intervista del 9 gennaio a ‘il Resto del Carlino’, D’Auria si è dichiarato nettamente contrario alla scelta di chiedere due milioni di danni ai due attivisti, definendola ‘aberrante’(leggi).

“La verità viene a galla e non possiamo che ringraziare Angelo D’Auria per il coraggio e l’onestà. Abbiamo sempre operato con competenza e trasparenza, basandoci su fatti e non opinioni e la legale che abbiamo scelto, Pia Perricci, è completamente in linea con la nostra etica di difensori dei diritti umani –, ha dichiarato Roberto Malini a Ossigeno, che ai due attivisti ha riconosciuto un bonus per aiutarli nelle spese legali -. Le parole dell’ex amministratore delegato confermano da “dentro” come il nostro impegno a difesa dell’ambiente e dei cittadini, di fronte alla realtà di un sito petrolifero che necessita di analisi in profondità, sia basato su valutazioni scrupolose e su un’ampia documentazione”.

Roberto Malini e Lisetta Sperindei, hanno ricevuto anche l’appoggio di Grazia Francescato, giornalista e attivista di livello internazionale, già presidente del WWF Italia (1992–1998), ex deputata e Presidente dei Verdi Europei, che ha inviato loro una lettera di solidarietà. Una lettera che si è aggiunta a un coro sempre più ampio di sostegno nazionale e internazionale nei confronti dei due attivisti, coinvolti in una causa considerata da molte organizzazioni una SLAPP: un’azione intimidatoria contro la partecipazione democratica e la libertà di espressione.

Malini e Sperindei hanno voluto rendere visibile la loro posizione anche fuori dall’aula, e si sono presentati in tribunale con un cartone raffigurante un assegno simbolico da due milioni di euro. All’esterno del palazzo di giustizia erano presenti anche alcuni sostenitori. “Siamo di fronte a un atto intimidatorio altamente lesivo della democrazia e dei diritti dei cittadini a esprimere liberamente la propria opinione e a difendere l’ambiente”, ha concluso l’avvocata Pia Perricci. LT

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