Editoriale

Ossigeno apprezza l’aggravante proposta per i reati contro i giornalisti

Non risolverà l’emergenza, richiede correzioni ma è un segno di attenzione politica per la sicurezza dei cronisti
OSSIGENO 21 febbraio 2026 – La proposta del Governo di punire con pene più severe i colpevoli di minacce e aggressioni quando esse colpiscono i giornalisti è un novità apprezzabile importante, sebbene non sia ancora formulata bene, non sia in grado di risolvere tutti i problemi di sicurezza dei giornalisti e risenta del criticabile contesto dei decreti sicurezza.
La nuova norma è un’aggravante specifica per i colpevoli di violenze commesse contro i giornalisti e i direttori dei giornali colpiti “a causa della propria  attività giornalistica o dell’incarico di direzione” (leggi il testo)E’ inserita nel primo articolo del disegno di legge in materia di sicurezza varato il 5 febbraio 2026 dal consiglio dei ministri insieme al decreto legge che vieta di circolare con coltelli e altre lame. In base a questa norma, che modifica l’art. 61 del codice penale, gli autori di queste violenze saranno punibili con pene più pesanti. La proposta è stata presentata su sollecitazione dell’Ordine dei Giornalisti. 
E’ positivo che finalmente anche a livello politico si cominci a prestare attenzione alla grave situazione dei giornalisti che subiscono violenze per il loro lavoro, a un’emergenza sicurezza che da decenni attende interventi specifici anche a livello legislativo, fra cui quello ora proposto dal governo. Perciò Ossigeno si augura che il parlamento approvi questa circostanza aggravante e auspica che lo faccia  estendendone l’applicazione ai colpevoli di violenze contro i blogger, i difensori dei diritti e quanti altri vengono colpiti allo scopo di impedire la loro partecipazione alla vita pubblica (per usare l’efficace definizione contenuta nella Direttiva Anti-SLAPP dell’UE), com’è necessario per evitare il rischio di creare una disparità di tutela a sfavore di chi, pur svolgendo la stessa funzione informativa, non avrebbe diritto al riconoscimento della tutela scaturente dalla nuova aggravante. 
Questa aggravante può ridurre l’impunità che incoraggia a compiere questi reati, ma non è la soluzione di tutti i mali che rendono rischioso il lavoro dei giornalisti e la vita di quanti esprimono opinioni sgradite. Perciò Ossigeno invita le forze politiche a rileggere l’elenco degli altri interventi legislativi necessari, elencati da tempo da questo Osservatorio (leggi le proposte)  ai quali si sono aggiunte le leggi europee in attesa di applicazione: dalla riforma della diffamazione a mezzo stampa, all’introduzione del reato di ostacolo all’informazione, dall’applicazione della Direttiva Anti Slapp che occorre estendere a tutte le cause civili e alle querele nazionali, al recepimento senza sconti dell’ European Media Freedom Act (EMFA) in materia di indipendenza del servizio pubblico radiotelevisivo e di trasparenza della proprietà dei mezzi di informazione. ASP
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