Editoriale

L’Ordine dei giornalisti elenca i problemi cominciando dalle minacce

E’ un’escalation continua, viviamo un momento difficile anche in Italia, ha detto a Montecitorio il presidente Carlo Bartoli

OSSIGENO xx marzo 2026 – Precarietà. Contratto scaduto. Querele temerarie. Segreto professionale. Intimidazioni. Accesso alla professione. Stato giuridico. Minacce e intimidazioni violente e per via legale… I problemi dei giornalisti italiani sono numerosi, sono tutti seri, richiedono tutti, da anni, interventi della politica e delle istituzioni. Ma indubbiamente il problema più serio e drammatico e quello delle minacce. E’ difficile ottenere attenzione per gli altri problemi se non si comincia a parlare proprio di questo.

Nelle scorse settimane, prima con una serie di incontri – con il presidente della repubblica e con i presidenti delle camere – e poi con un convegno a Montecitorio, l’Ordine dei Giornalisti ha posto proprio il problema delle minacce ai giornalisti, nella sua  drammatica attualità, come la questione centrale da affrontare in Italia per risolvere anche gli altri problemi che caratterizzano la crisi dell’informazione. Ha chiesto di affrontare questo problema insieme agli altri per ridare al giornalismo fiato, risorse e dignità, per ripristinare il ruolo centrale che spetta all’informazione giornalistica in quanto infrastruttura essenziale della vita democratica. 

Noi giornalisti viviamo un momento difficile anche in Italia, ha detto il presidente dell’Ordine, Carlo Bartoli il 5 marzo 2026 in un convegno a Montecitorio. Dagli anni del COVID. ha aggiunto, c’è un incremento delle minacce e delle aggressioni ai giornalisti. E’ un’escalation continua. E’ già annunciato un ulteriore incremento. Che fare? Carlo Bartoli ha chiesto una riflessione complessiva di tutti i soggetti politici istituzionali e del settore dell’informazione per “rimettere il giornalismo al centro  della vita civile di questo paese, perché l’informazione non può essere abbandonata nelle mani di Facebook, Tik Tok o Instagram”.

il presidente dell’odg ha chiamato a questo compito  la politica, gli editori, le istituzioni pubbliche e gli stessi giornalisti e ha detto quale parte dovrebbe fare ognuno di essi per sbloccare l’attuale situazione critica.

“Occorrono nuovi strumenti di legge per proteggere chi fa informazione. E’ indispensabile un atteggiamento responsabile da parte degli editori, per rinnovare il contratto di lavoro e  aumentare le paghe. Bartoli ha chiesto agli “editori che nelle classifiche risultano tra i cinquanta italiani più ricchi” di trovare i soldi per remunerare in maniera dignitosa i giornalisti. “Alle istituzioni abbiamo chiesto  un momento di riflessione”, ha aggiunto, perché la repressione non basta, “bisogna andare alla radice di questi fenomeni e fare crescere nell’opinione pubblica la consapevolezza che senza libertà di informare non c’è democrazia”.  Anche noi giornalisti dobbiamo impegnarci per svolgere il nostro lavoro con attenzione e rispetto della dignità delle persone.  (Leggi qui un resoconto più ampio e ascolta l’audio dell’intervento). https://www.odg.it/giornalisti-servono-strumenti-per-proteggere-chi-fa-informazione-a-fronte-delle-crescenti-minacce-e-intimidazioni/64248

Ossigeno apprezza questa impostazione e si augura che l’auspicata fase di riflessione a tutto campo tenga conto dei dati oggettivi su oltre ottomila giornalisti minacciati in Italia pubblicati dall’osservatorio Ossigeno per l’Informazione con il suo notiziario e i suoi rapporti annuali.

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