Giornalisti minacciati nel 2025. Il Rapporto di Ossigeno in sintesi
759 minacciati, + 47% in dodici mesi. Aumentano le violenze. In tre regioni la metà delle intimidazioni. Un anno nero con qualche luce all’orizzonte.
OSSIGENO 24 marzo 2026 – Nel 2025 in Italia 759 giornalisti, blogger e attivisti hanno subito intimidazioni e minacce da persone o istituzioni che hanno voluto limitare la loro attività informativa. Rispetto ai 516 rilevati l’anno precedente, è stato rilevato un aumento del 47%. In totale, dal 2006, in Italia Ossigeno ha registrato 8.314 vittime di violazioni della libertà di stampa. Sono questi i dati complessivi che emergono dal Rapporto 2025 sulla libertà di stampa in Italia realizzato dall’Osservatorio Ossigeno per l’informazione, che dal 2006 monitora i casi dei giornalisti minacciati nel nostro Paese.Sulla base dei dati disponibili, anche nel 2025 l’Italia è il paese europeo con più giornalisti minacciati, con più giornalisti sotto scorta e protetti dalle forze dell’ordine con altre forme di tutela.
Il Rapporto è stato presentato il 24 marzo 2026, alla Casa del Jazz, bene confiscato alla mafia romana e sede dell’associazione, nel corso del convegno “Ottomila giornalisti minacciati naufraghi dell’informazione: come aiutarli?”, promosso da Ossigeno in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti del Lazio.
I DATI – La percentuale delle minacce e intimidazioni che fanno uso della violenza è rimasta molto alta (77%) con punte che in alcune regioni hanno superato il 90%. Le aggressioni sono aumentate del 7%, i danneggiamenti sono cresciuti del 19%, mentre gli avvertimenti sono diminuiti del 17%. Significa che gli episodi in cui si è fatto esplicito uso della violenza sono aumentati del 26% rispetto a quelli in cui la violenza è stata solo minacciata. Non è un lieve cambiamento, senza contare che nel 2024 questi episodi erano già aumentati del +23% . Il 2025 è stato caratterizzato anche da una forte crescita (da 60 a 81, pari a +38%) degli episodi di intimidazione collettiva (cioè contro gruppi di giornalisti o di intere redazioni).
Le azione legali a scopo intimidatorio configurabili come SLAPP (querele pretestuose, cause civili per risarcimento da diffamazione, diffide, eccetera) documentate pubblicamente e in dettaglio sono state 57 (+67%) e hanno colpito 117 giornalisti (+105%). Nel 2024 erano stati rilevati 34 episodi a danno di 57 giornalisti. Questi atti intimidatori sono i meno visibili e i più difficilmente documentabili pubblicamente.
Sono comparsi anche episodi inediti di sorveglianza elettronica e di spionaggio illecito di giornalisti investigativi, con l’impiego di software molto invasivi.
Le intimidazioni e le minacce hanno continuato a colpire tutto il Paese, ma Piemonte, Lombardia e Lazio sono risultati i territori con più giornalisti minacciati. In queste tre regioni Ossigeno ha rilevato la metà di tutte le minacce e ha documentato gli episodi più gravi e rilevanti nel 2025. Il Piemonte è passato da zero giornalisti minacciati nel 2023 a 148 nel 2025; la Lombardia da 13 di due anni fa a 122 dello scorso anno. Il Lazio, che ha conosciuto un live calo nel 2024, nonostante nel 2025 sia scesa al terzo posto per numero di vittime, resta la regione dove dal 2012 si concentra la percentuale più alta di operatori/trici dell’informazione.
ANNO NERO CON QUALE SPIRAGLIO DI LUCE – “Fin dai primi mesi del 2025 ci sono stati attacchi gravissimi contro i giornalisti, ma non è stata adottata nessuna contromisura”, commenta Alberto Spampinato presidente di Ossigeno. Nonostante l’anno nero, però, “uno spiraglio di luce è apparso quando l’Ordine nazionale dei Giornalisti, con una iniziativa politica che non ha precedenti, ha lanciato l’allarme rosso sull’escalation di minacce e intimidazioni ai giornalisti che era in atto”, sottolinea Spampinato.
IL RAPPORTO: GRAFICI E INDICE
Parte 1 – In Italia 759 giornalisti minacciati. Come. Da chi
Parte 2 – Un anno nero con qualche luce all’orizzonte – Tendenze e prospettive
Parte 3 – L’Assistenza legale e il miraggio delle misure Anti- SLAPPs — Lo Sportello Ossigeno
Parte 4 – Le inadempienze italiane sullo Stato di diritto – Le raccomandazioni inascoltate
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