Questo episodio rientra tra le violazioni verificate da Ossigeno per l'Informazione

Violazioni verificate

R. Emilia. Franzini querelato respinge condanna per decreto, giudice lo assolve

Ha dimostrato di avere indicato correttamente l’indebitamento del gruppo Ferrarini che gli chiedeva 2 milioni di danni

OSSIGENO 2 aprile 2026 – di Laura Turriziani – La giudice Silvia Semprini del Tribunale di Reggio Emilia il 16 marzo 2026 ha assolto, perché il fatto non sussiste, il direttore di Tg Reggio e di Reggionline, il giornalista Gabriele Franzini, querelato nel 2020. Il pm ha chiesto l’assoluzione, e la giudice Semprini ha accolto la richiesta. Le motivazioni della decisione saranno rese note entro 90 giorni dalla sentenza.

Il giornalista era accusato di diffamazione per un servizio giornalistico sul dissesto economico delle aziende agroalimentari del gruppo Ferrarini, andato in onda e online il 23 aprile 2020 su Telereggio. Nel servizio contestato Franzini analizzava, oltre al passivo delle tre aziende in concordato, anche quello delle società della famiglia Ferrarini in Italia e in Lussemburgo e i debiti personali dei componenti della famiglia. L’indebitamento complessivo del gruppo Ferrarini veniva quantificato in 850 milioni, comprensivi di debiti infragruppo e fidejussioni. Secondo i fratelli Ferrarini la cifra riportata nel servizio era stata gonfiata e avevano querelato il giornalista, chiedendo 2,1 milioni di euro di danni quali parti civili.

Gabriele Franzini ha saputo soltanto un anno dopo di essere stato querelato, lo ha saputo nel 2021 quando gli è stato notificato un decreto penale di condanna dal Tribunale di Reggio Emilia, al quale si è opposto. Perciò si è aperto il processo.

Durante le udienze, il gruppo Pini è divenuto proprietario di due delle tre aziende che avevano promosso la querela, cioè Ferrarini spa e Vismara. Pur estraneo alle vicende, il gruppo Pini ha deciso di affiancarsi ai fratelli Lisa, Luca, Lucio e Maria Licia Ferrarini nell’azione legale contro Gabriele Franzini e la società editrice di Telereggio, la Tr Media.

Nelle conclusioni depositate il 5 marzo scorso, la richiesta di risarcimento danni da parte dei querelanti era stata rivista al ribasso: non più 2,1 milioni di euro complessivi, ma 100mila euro per Ferrarini spa (il gruppo Pini), 50mila per la Società Agricola Ferrarini e 40mila per i quattro fratelli Ferrarini.

IL GIORNALISTA – “È difficile per qualunque giornalista far fronte all’aggressione giudiziaria di poteri economici molto forti, che cercano di tenerti in scacco con maxi-richieste di risarcimento danni – ha detto Gabriele Franzini a Ossigeno – Tutto è bene quel che finisce bene. Però questa vicenda mi suggerisce una riflessione sull’uso dello strumento del decreto penale di condanna nel caso di querele per diffamazione. Sono stato querelato dalla famiglia Ferrarini per un servizio andato in onda nell’aprile 2020. L’ho saputo solo un anno dopo, quando ho ricevuto un decreto penale di condanna dal Tribunale di Reggio Emilia. In dodici mesi, nessuno mi ha informato della querela, né tanto meno mi è stata chiesta la mia versione dei fatti. Ho dovuto impugnare il decreto e affrontare un processo che è iniziato nel settembre 2023 e si è concluso nel marzo 2026, a sei anni di distanza dalla pubblicazione. Sarebbe stato sufficiente chiedermi quali erano i documenti sulla base dei quali avevo scritto il servizio ‘incriminato’ per evitare tutto questo”.

Il giornalista è stato assistito dagli avvocati Giuseppe Benassi e Andrea Mattioli, Tr Media dall’avvocato Massimo Vellani, la famiglia Ferrarini e il gruppo Pini dall’avvocato Giulio Garuti. LT

 

 

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