Delegazione francese alla Casa del Jazz, villa confiscata alla criminalità
Per iniziativa dell’associazione antimafia Crim’HALT – I visitatori sono stati accolti da Franco La Torre e da Ossigeno per l’Informazione
OSSIGENO 20 aprile 2026 – Sabato 18 aprile 2026, nell’ambito di un un progetto Erasmus+ promosso dell’associazione antimafia francese Crim’HALT, una delegazione francese ha visitato la Casa del Jazz di Roma. Il gruppo dei visitatori è stato accolto da Franco La Torre e da Alberto Spampinato che hanno mostrato il luogo e hanno raccontato la storia di questa villa, che è uno dei primi immobili confiscati in Italia alla criminalità mafiosa e affidato alle istituzioni pubbliche, in questo caso il comune di Roma nel 2005 lo ha destinazione a un uso sociale, facendone un parco pubblico e la sede di una prestigiosa istituzione musicale. Della delegazione facevano parte, fra gli altri, Sandra Regol, parlamentare, Sylvie Marchelli, funzionaria dell’agenzia francese AGRASC che gestisce i beni confiscati alla criminalità e il presidente di Crim’HALT Fabrice Rizzoli.
Franco La Torre ha raccontato come la villa, che era la residenza del cassiere della Banda della Magliana, Enrico Nicoletti, dopo la condanna di questo boss è entrata nel patrimonio comunale. Nel corso della visita, sono stati approfonditi i temi della confisca dei beni mafiosi, del loro riutilizzo sociale e della significativa esperienza italiana in questo campo, considerata un’eccellenza a livello internazionale.
Franco La Torre, ha ricordato la figura di suo padre, l’on. Pio La Torre, il parlamentare italiano ucciso dalla mafia nel 1982, l’ispiratore della rivoluzionaria legge antimafia che nel 1982 ha introdotto nel codice penale il reato di associazione mafiosa e la possibilità di confiscare i beni di provenienza illecita e ha mostrato la grande stele, che all’ingresso della villa, elenca i nomi di 900 vittime innocenti delle mafie.
Il giornalista Alberto Spampinato, ha mostrato il pannello murale affisso accanto alla stele, che mostra i nomi e i volti di 30 giornalisti italiani (fra cui suo fratello Giovanni) uccisi perché cercavano verità scomode. La visita è proseguita nei locali che ospitano gli uffici dell’associazione senza fini di lucro Ossigeno per l’Informazione impegnata a documentare il fenomeno delle minacce ai giornalisti, ai blogger e agli attivisti italiani (ottomila minacciati dal 2006 a oggi). La visita si è conclusa all’Auditorium dove erano in corso le prove della Jazz Campus Orchestra formata da bambini e ragazzi di 7-14 anni, diretta dal maestro Massimo Nunzi. I visitatori hanno chiesto ai giovani musicisti: quanti di voi sanno che questa villa è stata confiscata alla mafia? tutti hanno alzato la mano. ASP


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