Nel 2025 Media Defence ha assistito 817 giornalisti e attivisti in 86 paesi

 Il Rapporto annuale 2025 dal titolo “Difendere la verità” mostra che la pressione  sulla libertà di stampa è aumentata in tutto il mondo

OSSIGENO 30 aprile 20226 –  Il Rapporto annuale 2025 di Media Defence dal titolo “Difendere la verità” (leggi qui) mostra che la libertà di stampa è sottoposta a una pressione senza precedenti e sempre più strutturale in tutto il mondo. Per l’organizzazione che aiuta i  giornalisti e gli attivisti a difendersi legalmente, il 2025 è stato un anno importante e impegnativo, con 817 casi legali attivi in ​​86 paesi e con un aumento del 133% dei casi dal 2021 in poi. Questa aumento riflette sia l’escalation delle minacce, sia la crescita della fiducia che giornalisti e partner ripongono nel supporto dell’organizzazione senza fini di lucro, che ha sede a Londra e, in Italia, dal 2015, sostiene lo Sportello di Assistenza Legale di Ossigeno per l’Informazione.

Fra gli assistiti ci sono giornalisti perseguitati per aver denunciato abusi di potere, ci sono redazioni chiuse arbitrariamente, ci sono reporter spiati dalle forze di sicurezza, ce ne sono alcuni che hanno subito percosse, che sono spariti o sono stati uccisi. Il novantasei per cento dei casi si è verificato in contesti classificati “problematici” o “molto gravi” dall’Indice mondiale della libertà di stampa di Reporter senza frontiere (RSF). Il supporto e legale di Media Defence, ha permesso al 90% dei giornalisti assistiti di continuare a esercitare la professione, tutti hanno dichiarato che raccomanderebbero questa assistenza ad altri.

“Non ci facciamo illusioni su ciò che ci aspetta. L’autoritarismo  i legge nel Rapporto – è in ascesa e i governi e gli attori potenti continuano a mettere a tacere il giornalismo di interesse pubblico. Il nostro lavoro non è mai stato così urgente. Le pressioni legali sui giornalisti stanno diventando sempre più sofisticate e strutturali. Nel 2025, abbiamo risposto a 284 nuovi casi in 40 paesi, fornendo supporto legale d’emergenza a giornalisti e testate indipendenti, perseguendo casi strategici e intervenendo come terze parti dinanzi a tribunali regionali e internazionali per contestare leggi e pratiche che rendono il giornalismo più pericoloso”.

Fra i casi trattati positivamente, il Rapporto cita quello della giornalista investigativa Claudia Julieta Duque, in Colombia, dove la Corte Suprema ha confermato le condanne per tortura contro ex funzionari dei servizi segreti che la avevano perseguitata. Altri casi riguardano : in Albania, la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato incostituzionale il sequestro dei dispositivi del giornalista Elton Qyno, riaffermando la protezione delle fonti giornalistiche; in Francia, dove le accuse contro la giornalista investigativa Ariane Lavrilleux sono state archiviate dopo che era stata processata per aver rivelato un’operazione di intelligence, sebbene il pubblico ministero abbia presentato ricorso; il caso del giornalista camerunese Samuel Wazizi morto mentre era in custodia militare; il caso del giornalista tanzaniano Godfrey Thomas Ng’Omba arrestato con l’accusa di tradimento mentre seguiva le proteste del giorno delle elezioni, archiviato in due mesi.

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