Querele. 11 magistrati hanno chiest0 1,5 milioni € di danni a Riformista e l’Unità
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E’ accaduto negli ultimi 6 anni – Lo hanno reso noto in un convegno i giornalisti dei due quotidiani, invocando una nuova legge
OSSIGENO 15 maggio 2026 – Nel corso di un incontro pubblico ‘Contro le querele intimidatorie, per la libertà di stampa’ che si svolto il 14 maggio 2026 a Roma nella Sala Capranichetta con la partecipazione di parlamentari, giornalisti e magistrati, il giornalista Aldo Torchiaro, redattore del quotidiano ‘Riformista’, ha elencato i nomi di undici magistrati che negli ultimi sei anni hanno fatto causa al ‘Riformista’ e all”Unità’ avviando 23 procedimenti giudiziari con una richiesta complessiva di un milione e 550 mila euro di danni da diffamazione. Contro l’abuso delle querele a scopo intimidatorio il convegno ha invocato una nuova legge più rispettosa del diritto di informazione. Di seguito la cronaca dei lavori pubblicata dall’Adnkronos
GIORNALISTI: ‘STOP QUERELE TEMERARIE’, IL RIFORMISTA E L’UNITA’ LANCIANO PROPOSTE PER NUOVA LEGGE = Dibattito con parlamentari, magistrati e giornalisti alla Sala Capranichetta a Roma Roma, 14 mag 2026. (Adnkronos) – Lanciare una battaglia condivisa contro le querele temerarie anche con l’obiettivo di arrivare a una nuova legge: ‘il Riformista’ e ‘l’Unità’ hanno aperto oggi il dibattito insieme a parlamentari, giornalisti e magistrati nel corso di un incontro ‘Contro le querele intimidatorie, per la libertà di stampa’ nella Sala Capranichetta a Roma. Al centro del confronto il punto di equilibrio tra libertà di stampa e il diritto di tutti a tutelare la propria reputazione, ma anche la difficoltà dei giornalisti che, nel fare il proprio mestiere e nel raccontare la realtà, si trovano troppo spesso alle prese con querele per diffamazione. Tra queste anche quelle partite da magistrati: ad inquadrare il fenomeno è stato Aldo Torchiaro, giornalista del ‘Riformista’, fornendo anche numeri e nomi di 11 magistrati che hanno fatto causa al ‘Riformista’ e all”Unità’ con 23 procedimenti intentati in sei anni e 1.550.000 pene pecunarie richieste. “La maggior parte delle querele per diffamazione vengono archiviate o vinte dai giornalisti, la stragrande maggior parte delle querele per diffamazione per iniziativa dei magistrati vengono mandate a giudizio e poi, non di rado, vinte dai magistrati. Questo meccanismo e’ molto curioso”, ha detto Torchiaro aggiungendo: “Noi vogliamo fare una manifestazione di proposta con idee sulle quali discutere. Occorre una nuova legge”. Tra le proposte al centro di una nuova normativa: scoraggiare le querele temerarie sulla diffamazione a mezzo stampa; senza accertamento delle falsità, non si condanni in sede penale; in assenza di dolo, non si può condannare in sede civile; stabilire parametri proporzionali e certi per l’eventuale sanzione pecuniaria in base al danno realmente subito; riparametrare il tetto delle pene pecuniarie; ribadire l’eguaglianza tra tutti i cittadini, con la toga e senza la toga, nelle sentenze di condanna per diffamazione. Piero Sansonetti, direttore de ‘l’Unità’, ha sottolineato che “lo Stato di diritto non può funzionare se non funziona il sistema pluralista dell’informazione”. “Le querele sono giuste, il problema è quando la querela viene usata dal potere come strumento di intimidazione e limitazione della libertà di un altro potere che e’ quello della stampa – ha osservato – Questo avviene in maniera particolare quando sono il potere politico e il potere giudiziario a intimidire il potere della stampa”. Claudio Velardi, direttore de ‘il Riformista’, ha affermato che “il giornalismo ha un enorme potere” e “insieme al potere politico e a quello giudiziario sono tre poteri continuamente a confronto”. “Tutti e tre questi poteri devono avere il loro grado di responsabilità”, ha ricordando auspicando un aggiornamento delle norme attraverso una “coalizione tra magistrati, politici e giornalisti”. Al dibattito non a caso hanno preso la parola rappresentanti del mondo politico, dell’informazione e anche il segretario generale dell’Associazione nazionale magistrati (Anm) Rocco Maruotti. Adnkronos) ISSN 2465 – 1222 14-MAG-26 15:22 NNNN


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