La Spezia. Striscione minaccia i cronisti locali dopo l’arresto di 5 tifosi
Nel mirino due giornalisti sportivi del Secolo XIX e tre della Nazione – Un caso analogo a Genova un anno fa – Altri precedenti
OSSIGENO 11 giugno 2026 – di Laura Turriziani – Nella notte del 7 maggio 2026, sotto la cupola della cattedrale di Cristo Re, nel centro di La Spezia, è stato appeso uno striscione con la scritta ‘Giornalismo spezzino da sempre viscido e meschino’. Lo striscione, che è stato poi rimosso, era firmato da tifosi ultras della squadra di calcio locale, lo Spezia, ed era indirizzato in maniera chiara ai cronisti locali che hanno seguito gli scontri che nei mesi scorsi hanno portato all’arresto di alcuni ultras.
L’ipotesi più probabile è che la frase offensiva si riferisca in particolare ai cinque cronisti (due del ‘Secolo XIX’ e tre de ‘La Nazione’) che hanno dato notizia dei 5 ultras spezzini arrestati dopo gli scontri avvenuti al Centro sportivo ‘Bruno Ferdeghini’, il giorno di Pasquetta, dopo la sconfitta della squadra di casa nella partita con il Carrara. Negli scontri con circa 50 tifosi dello Spezia che aspettavano il ritorno del pullman della squadra da Carrara, alcuni ultras fecero esplodere materiali pirotecnici e nei tafferugli rimasero feriti dieci poliziotti, uno dei quali in modo serio (leggi).
Una contestazione dei giornalisti da parte dei tifosi della Sampdoria con analoghe modalità intimidatorie si è verificata nel 2025 a Genova ed è stata riferita da Ossigeno (leggi). In quel caso, in considerazione della valutazione del rischio a cui erano esposti, cinque giornalisti sono stati sottoposti a misure di protezione delle forze dell’ordine per garantire la loro incolumità personale.
I BERSAGLI – Anche se lo striscione non faceva nomi, è stato scontato considerare che i bersagli degli ultras fossero i cronisti di sport e di giudiziaria che si sono occupati di seguire gli sviluppi degli scontri di Pasquetta fra tifosi violenti e polizia. In particolare il vice responsabile della redazione spezzina del ‘Secolo XIX’ Tiziano Ivani e il collaboratore di lungo corso del giornale, Gian Paolo Battini, oggi pensionato, oltre ad altri tre cronisti de La Nazione.
TIZIANO IVANI – Tiziano Ivani, che si occupa di nera e giudiziaria da 14 anni, ha spiegato a Ossigeno che lo striscione è senz’altro la reazione alla pubblicazione delle notizie sull’assalto contro la polizia compiuto da alcuni ultras che, il 6 aprile scorso al centro sportivo ‘Ferdeghini’, attendevano il rientro della squadra di calcio da Carrara dopo la sconfitta nel derby. Per quegli scontri, nei giorni successivi, ha sottolineato Tiziano Ivani, sono stati arrestati cinque tifosi e per tre di loro la Procura ha ora chiesto e ottenuto “il giudizio immediato”. L’inizio del processo è fissato per il 15 luglio prossimo.
Il cronista ha riferito a Ossigeno di essere da lungo tempo nel mirino di ultras e altri soggetti che non gradiscono i suoi articoli e le sue inchieste. Già 11 anni fa, fu esposto uno striscione che citava testualmente il suo nome, seguito da minacce inequivocabili (“Tiziano Ivani la Curva non dimentica…mai!”). Allora fu protetto con la vigilanza dinamica delle forze di polizia. In altre occasioni ha subito minacce e la sua autovettura è stata danneggiata.
“Purtroppo non è la prima volta che accadono fatti del genere – ha concluso Tiziano Ivani -. Ma io e i miei colleghi continueremo a svolgere il nostro lavoro a testa alta. Per noi l’aspetto più importante è sapere che le istituzioni e la cittadinanza sono consapevoli della gravità di questi fatti”.
LA SOLIDARIETA’ – Ossigeno esprime solidarietà ai cronisti spezzini e sottolinea insieme a loro che episodi di intolleranza come questo non possono essere tollerati da nessuno, tanto meno dai veri sportivi, che amano la lealtà e rifiutano ogni forma di violenza, anche quando vogliono difendere i loro compagni.
L’Ordine dei Giornalisti e l’Assostampa della Liguria hanno condannato l’episodio in un comunicato congiunto: “Quanto accaduto rappresenta, in ordine di tempo, solo l’ultimo gravissimo atto in Liguria nei confronti di giornalisti che si occupano di cronaca giudiziaria e di sport – si legge nella nota -. Ai colleghi spezzini va la massima solidarietà di Associazione e Ordine ben sapendo che i cronisti continueranno a svolgere il proprio lavoro, come hanno sempre fatto, senza farsi intimidire da attacchi e minacce di qualsiasi tipo”.
L’intervento di Ordine e Assostampa si riferisce al fatto che, come ricordato, da quasi un anno a Genova cinque giornalisti sono protetti da un sistema di vigilanza delle forze dell’ordine, a causa delle ripetute intimidazioni subite da esponenti del mondo degli ultras del calcio. I cronisti genovesi, al contrario di quelli spezzini, sono stati minacciati e insultati esplicitamente con nomi e cognomi in striscioni giganti esposti davanti alle loro redazioni e allo Stadio ‘Luigi Ferraris’, oltre che in alcuni post sui social. Anche loro avevano pubblicato articoli di cronaca sugli ultras cittadini e sull’arresto di alcuni violenti per gli scontri fra opposte tifoserie avvenuti nel 2024.
Per quei fatti una delegazione dell’Ordine dei Giornalisti della Liguria, guidata dal Presidente Tommaso Fregatti, dell’Associazione Ligure Giornalisti e del Gruppo Cronisti Liguri, ebbero un incontro con il Questore di Genova Silvia Burdese, al quale parteciparono i vertici della Digos e la portavoce dalla questura, per rimarcare l’esigenza di proteggere i giornalisti minacciati. LT


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