Gabriel Grüner reporter di guerra altoatesino fu ucciso in Kosovo 27 anni fa
Per il settimanale tedesco “Stern” stava documentando l’inizio della missione KFOR della NATO – Un premio per ricordarlo – La sua storia su Ossigeno-Cercavano la verità
OSSIGENO 12 giugno 2026 – Il 13 giugno 1999 in Kosovo Gabriel Grüner, 35 anni, reporter di guerra italiano di lingua tedesca che lavorava per il settimanale tedesco “Stern”, fu ucciso da un cecchino che uccise anche il fotografo Volker Krämer e l’interprete macedone Senol Alit che lavoravano con lui .
Gabriel si trovava in Kosovo occidentale per documentare un momento storico importante: la fine delle ostilità delle truppe serbo-bosniache contro i kosovari e l’arrivo delle prime truppe di pace della missione KFOR della NATO. Tre giorni prima le Nazioni Unite avevano approvato la Risoluzione 1244 che mise fine ai massacri di civili e alla pulizia etnica e diede inizio al lungo cammino verso l’indipendenza.
Era importante documentare quei giorni. Gabriel si trovava ad un check point nei pressi del Passo di Dulje. Era un civile disarmato. Fu un crimine di guerra. Un crimine ancora oggi impunito.
Fra i trenta giornalisti italiani uccisi perché cercavano la verità per i quali si attende ancora verità e giustizia, oltre a Gabriel Grüner ci sono altri diciassette giornalisti italiani. Sono vittime delle mafie, del terrorismo, delle guerre. In questo campione l’impunità si attesta al 60%, come ha documentato Ossigeno per l’informazione sull’archivio online www.giornalistiuccisi.it che raccoglie le singole storie e una ricca documentazione su ognuno dei trenta operatori italiani uccisi fra il 196o e il 2014, in Italia e all’estero.
CHI ERA – Gabriel Grüner era più conosciuto dalla comunità altoatesina e in Germania che in Italia. Per sapere chi era si può consultare la pagina a lui dedicata su Ossigeno-Cercavano la verità (leggi). Nato a Malles Venosta nel 1963, iniziò a collaborare con lo Stern nel 1991. Come reporter di guerra si recò in diversi ‘punti caldi’ del mondo, tra cui Slovenia, Serbia, Afghanistan, Sudan.
“Era sempre alla ricerca del perché di guerre e conflitti. Se Gabriel fosse ancora vivo, si sarebbe sicuramente recato in Ucraina per cercare lì la verità e per raccontare in modo indipendente la guerra”, ha detto di lui la giornalista Susanne Fischer (leggi).
“Era sensibile, impegnato nella difesa del prossimo, sia in redazione che quando realizzava i suoi reportage”, ricorda con commozione il suo collega Joachim Rienhard (leggi).
IN SUA MEMORIA – In memoria del reporter è stato istituito un Premio e una borsa di studio rivolti ai più giovani. Promossi dall’agenzia “Zeitspiegel Reportagen”, gode del sostegno del comune di Malles, paese di origine del giornalista, del settimanale “ff” e della Direzione tedesca dell’istruzione.
La cerimonia di premiazione 2026 si è svolta il 22 maggio a Malles. Annalena Gufler e Fabian Pircher della Scuola professionale statale J. Gutenberg sono stati premiati per il loro reportageer “When Does Home End?” (Quando finisce casa?), incentrato sul contadino più anziano di Moos, nella valle del Passeier.
La borsa di studio 2026 è stata conferita a Morgane Bona e Johanna-Maria Fritz per il loro progetto di ricerca sulla nuova linea del fronte militare nell’Artico. Il premio per studenti è stato assegnato ad Annalena Gufler e Fabian Pircher. GPA


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