Maxi risarcimento. Zampolli ha chiesto 5 milioni a Rai e giornalisti di Report
L’inviato speciale di Trump in Italia lo ha fatto sapere lui stesso- Le sue accuse: diffamazione, calunnia ed estorsione
OSSIGENO 31 luglio 2026 – Paolo Zampolli, inviato speciale degli Stati Uniti per le partnership globali, ha fatto sapere di avere chiesto presso il Tribunale di Roma, per mezzo del suo avvocato Maurizio Miculan, 5 milioni di euro di risarcimento alla RAI e ai giornalisti Sigfrido Ranucci e Sacha Biazzo. Oggetto della richiesta sono i contenuti delle puntate del 19 e 26 aprile e del 3 maggio di Report, la trasmissione d’inchiesta di Rai3 condotta da Ranucci, e il contenuto di alcuni post estratti dalle stesse, pubblicati sui loro social (leggi).
Questa azione legale appare di tono intimidatorio, a giudicare dall’ammontare del risarcimento e dal fatto che, da quanto ha fatto sapere lo stesso Zampolli, il danno non sembra documentato. .
Zampolli aveva già ventilato la sua iniziativa un paio di mesi fa e ha ribadito diffamato dalle notizie secondo cui avrebbe fatto arrestare e deportare la ex compagna Amanda Ungaro (circostanze che sarebbero state escluse dal Dipartimento per la Sicurezza Interna Statunitense -DHS), e dalle notizie secondo le quali, per il tramite della Wato (We are the Oceans), nel 2016 avrebbe contribuito a realizzare quella che viene definita “la più grande truffa ai danni dell’ONU”, per la somma di almeno 60 milioni di euro. Prima di diventare inviato speciale di Donald Trump, Zampolli è stato infatti a capo di questa organizzazione collegata alle Nazioni Unite. A portare avanti la truffa sarebbe stato un suo amico.
Paolo Zampolli ha dichiarato di non essere mai stato né indagato, né arrestato in attesa di estradizione e ha fatto sapere che “il risarcimento ottenuto da Report sarà donato alle Nazioni Unite”. LT


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