Questo episodio rientra tra le violazioni verificate da Ossigeno per l'Informazione

Assistenza Legale

Caso Sangiuliano-Boccia. Sportello Ossigeno difende il giornalista Carlo Tarallo

Il collaboratore di Anteprima24 è a giudizio a Roma con l’accusa di aver diffuso l’audio dalla telefonate fra l’ex ministro e la moglie

OSSIGENO, 8 ottobre 2026 – Lo Sportello Legale di Ossigeno per l’Informazione, che opera con il sostegno di Media Defence, ha deciso di sostenere la difesa in giudizio del giornalista Carlo Tarallo, collaboratore della testata online Anteprima24.it, coinvolto in un procedimento penale promosso contro di lui per la pubblicazione in rete di alcuni frammenti di una conversazione privata tra l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e la moglie Federica Corsini. Il giornalista è stato citato in giudizio nonostante si sia dichiarato estraneo all’acquisizione e alla pubblicazione di questi audio inseriti dalla redazione di Anteprima24 fra un brano e l’altro di una video intervista che egli aveva fatto a Maria Rosaria Boccia incontrandola su incarico della testata. Anteprima24 non ha offerto assistenza legale a Carlo Tarallo per affrontare questo procedimento. Il giornalista ha perciò chiesto e ottenuto l’intervento dello Sportello legale di Ossigeno per l’Informazione.

CHI E’ – Carlo Tarallo è  un collaboratore esterno di Anteprima24. Ha ricevuto una citazione diretta a giudizio, insieme a Maria Rosaria Boccia, dalla Procura della Repubblica di Roma.  In concorso con la persona che ha intervistato, Maria Rosaria Boccia, il reato di diffusione di notizie o registrazioni attinenti alla vita privata  (previsto dall’articolo 615-bis, secondo comma, del codice penale). Secondo l’accusa, tali registrazioni sarebbero state acquisite illecitamente. L’udienza pre-dibattimentale è fissata davanti al Tribunale penale di Roma per il 3 dicembre 2026.

PERCHE’ INTERVIENE OSSIGENO – Il giornalista si è costituito in giudizio con l’avvocato Maurizio Capozzo e d’intesa con lui ha chiesto a Ossigeno di rafforzare la sua difesa con la nomina di un difensore con esperienza di processi che riguardano il diritto di informazione e la tutela della privacy. Ossigeno ha preso in carico il caso per due ragioni: in primo luogo, in considerazione delle condizioni di precarietà lavorativa del giornalista e del fatto che il suo editore ha deciso di non assisterlo nonostante la causa nasca dall’attività che il giornalista ha svolto per la testata; in secondo luogo, perché considera questo caso giudiziario strategicamente importante al fine di mostrare le particolari difficoltà dei giornalisti italiani nello svolgimento del loro lavoro. Perciò Carlo Tarallo ha nominato come ulteriore difensore di fiducia l’avvocato Andrea Di Pietro, coordinatore dello Sportello Legale di Ossigeno.

L’INTERVISTA – Nel mese di agosto del 2025 Carlo Tarallo, su incarico di  Anteprima24, ha realizzato una lunga intervista a Maria Rosaria Boccia sulla vicenda che l’anno precedente aveva coinvolto l’allora ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. L’intervista, realizzata in una unica seduta, per decisione dell’editore è stata divisa dalla redazione in più puntate ed è stata diffusa in vari giorni. In alcune puntate sono stati inseriti i frammenti audio della conversazione privata fra Gennaro Sangiuliano e la moglie Federica Corsini, ora contestati in sede giudiziaria.

L’ACCUSA – La Procura di Roma, ha contestato a Maria Rosaria Boccia e a Carlo Tarallo di avere agito in concorso fra loro affinché quei brani fossero diffusi in rete attraverso il sito e i canali social di Anteprima24. La Procura sostiene che la registrazione sia stata acquisita illecitamente e che la sua successiva divulgazione integri il reato previsto dall’articolo 615-bis del codice penale. La consistenza delle accuse sarà verificata nel corso del processo.

LA VERSIONE DEL GIORNALISTA – Carlo Tarallo ha negato fin dalle prime indagini di avere svolto il ruolo che gli viene attribuito. Nell’interrogatorio reso il 27 marzo 2026 ai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, ha spiegato di essersi occupato di realizzare l’intervista in qualità di giornalista e collaboratore esterno di Anteprima24 e ha negato di avere ricevuto da Maria Rosaria Boccia o da altre persone gli audio.

Ha inoltre dichiarato la sua estraneità alla manipolazione che è stata fatta della registrazione video dell’intervista da lui realizzata, manipolazione effettuata per inserivi gli inserti audio prima della pubblciazione. Ha sottolineato che, essendo un collaboratore esterno, non aveva accesso né al sito internet né ai canali social della testata e quindi non gli era possibile pubblicare quei contenuti. Secondo la sua ricostruzione, la gestione del sito e dei social, il montaggio e la pubblicazione sono stati opera della redazione di Anteprima24 e dei tecnici della testata.

L’idea di intervistare Boccia, ha riferito, era nata durante alcune sue conversazioni con la redazione. Quindi aveva avuto un primo contatto con la persona da intervistare e aveva fornito il recapito di lei ai responsabili di Anteprima24, i quali avevano comunicato direttamente con lei, senza la sua partecipazione, per organizzare l’incontro per l’intervistarla.

Il giorno dell’intervista, ha dichiarato, mi furono consegnate le domande da fare, con l’indicazione dei punti nei quali sarebbero poi stati inseriti dei contributi audio e video esterni. Carlo Tarallo sostiene che non sapeva quali sarebbero stati gli inserti.

LO STESSO AUDIO GIA’ TRASMESSO DA REPORT – C’è un elemento che rende particolarmente significativo il procedimento che riguarda Carlo Tarallo: i frammenti della stessa conversazione privata tra Sangiuliano e Corsini erano stati trasmessi mesi prima, l’8 dicembre 2024, dalla trasmissione Report di Rai 3. Anche per quella pubblicazione, a seguito di una denuncia di Sangiuliano e Corsini, è stata aperta un’indagine, contestando il reato previsto dall’articolo 615-bis del codice penale al conduttore Sigfrido Ranucci e al giornalista Luca Bertazzoni. Quel procedimento si è concluso il 9 aprile 2026 con l’archiviazione disposta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma su richiesta della Procura.

Il punto centrale della decisione è stato l’elemento soggettivo del reato: secondo il giudice non erano emersi elementi per ritenere che i giornalisti di Report fossero consapevoli del luogo nel quale era avvenuta la conversazione privata. Il gip ha inoltre qualificato la loro condotta come un’espressione del diritto di cronaca, nel rispetto dei criteri di veridicità, continenza e interesse pubblico.

Ovviamente il confronto con il procedimento di Carlo Tarallo deve essere fatto con cautela. Si tratta di procedimenti distinti, fondati su condotte e materiali probatori che devono essere valutati autonomamente. L’archiviazione dei giornalisti di Report non determina automaticamente l’esito del processo che riguarda Tarallo. Ma proprio questa diversità mette in evidenza una questione essenziale. Il procedimento di Report mostra infatti quanto, nell’applicazione dell’articolo 615-bis, sia necessario verificare concretamente che cosa il singolo giornalista sapesse, quale ruolo abbia avuto e quali decisioni abbia effettivamente assunto nella diffusione del materiale. Nel caso di Ranucci e Bertazzoni, il giudice ha ritenuto decisiva l’assenza di elementi che dimostrassero la loro consapevolezza delle circostanze nelle quali la conversazione era stata registrata. Nel procedimento riguardante Anteprima24 dovrà invece essere accertata la posizione specifica dell’intervistatore. Il giornalista sostiene non soltanto di non aver ricevuto gli audio, ma anche di non avere avuto alcun accesso agli strumenti attraverso i quali l’intervista fu montata e successivamente pubblicata. ASP

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