Editoriale

Stragi di mafia. Attilio Bolzoni, per trovare la verità occorre allargare lo sguardo

Il giornalista rilancia l’appello dei 33 giornalisti a Mattarella e alla Commissione Antimafia, che intanto ha ottenuto nuove adesioni

OSSIGENO 7 ottobre 2026 – In un articolo pubblicato sul sito della FNSI e dell’ Associazione Stampa Romana, il giornalista Attilio Bolzoni spiega perché lui e “un gruppo di giornalisti che sono stati testimoni di quella terribile stagione (delle stragi mafiose del 1992, ndr) si sono decisi a scrivere nella primavera scorsa al Presidente Sergio Mattarella, una sorta di appello “per il diritto alla verità”, inizialmente firmato da 33 colleghi siciliani e poi da quasi un centinaio di altri cronisti di ogni parte d’Italia che hanno aderito all’iniziativa”

“Cosa chiedono? Cosa vogliono? Che commissioni parlamentari e procure della repubblica – scrive Attilio Bolzoni – allarghino lo sguardo e non indaghino solo in certe direzioni, come sta facendo l’Antimafia presieduta da Chiara Colosimo e anche i procuratori di Caltanissetta che sono i titolari delle inchieste sulle stragi del 1992. Troppo riduttivo cercare le ragioni della morte di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino dentro le mille pagine di un rapporto denominato “mafia e appalti”, un dossier datato 1991 che spiegava i rapporti fra alcune famiglie mafiose di Palermo e grandi imprenditori del Nord. Un’indagine interessante ma che sicuramente non può rappresentare – secondo centinaia di esperti e di investigatori e di magistrati che per tre decenni sono penetrati nelle profondità delle stragi siciliane – un movente per Capaci e per via D’Amelio. Troppo limitante, troppo legato ad affari quotidiani e troppo poco alla criminalità politica che all’inizio degli Anni Novanta voleva cambiare il destino dell’Italia”. Leggi il testo integrale dell’interveto di Bolzoni

Ne frattempo l’appello dei 33 ha ricevuto altre adesioni fra cui la Fnsi, l’Associazione Stampa Romana e l’Associazione Stampa Siciliana. ASP

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