Questo episodio rientra tra le violazioni verificate da Ossigeno per l'Informazione

Archiviata querela editore contro Basilicata24, Quotidiano del Sud e Libera Potenza

Non sono diffamatorie le notizie su un’iniziativa di Libera che contrappone la figura di Peppino Impastato ad altri editori

OSSIGENO 1 febbraio 2026 – La Gip di Cosenza Giuseppa Anna Ferrucci ha archiviato definitivamente la querela per diffamazione presentata dall’editore potentino Giuseppe Postiglione nei confronti dei giornalisti Michele Finizio e Giusi Cavallo di Basilicata24, Leo Amato, Massimo Razzi e Roberto Marino del Quotidiano del Sud, e di Marianna Tamburrino, referente del Presidio Libera di Potenza.

Giuseppe Postiglione aveva presentato opposizione alla richiesta di archiviazione del pm. Aveva avvito la querela ritenundo diffamatori due articoli di gennaio 2025, pubblicati uno sul “Quotidiano del Sud”, l’altro su “Basilicata24”  nonché su “Facebook” dai giornalisti e dalla referente di Libera. Gli articoli riportavano la notizia dell’affissione a Potenza di una serie di manifesti che raffiguravano Peppino Impastato sullo sfondo della città, con una sua celebre frase contro la mafia.

I manifesti erano stati affissi da Libera Basilicata, per far risaltare dal loro punto di vista il vero valore della lotta alla mafia, incarnata da Impastato, vero ‘martire delle radio libere siciliane’, contro l’esistenza di presunti rapporti di collaborazione tra mafia, politica e imprenditoria lucana nel territorio di Potenza. Il riferimento implicito era al padre del querelante, cioè all’imprenditore radiofonico Bonaventura Postiglione, detto Nino, ex esponente di Forza Nuova e legato a molta parte del mondo politico lucano. La posizione critica di Libera riguardava in specie l’intitolazione a suo nome del belvedere di Montereale, e si riferiva anche a una cena-evento per il ‘Premio internazionale Nino Postiglione’, organizzata dai fratelli Antonio e Giuseppe Postiglione, alla quale aveva partecipato una gran parte del mondo delle istituzioni, della politica e dell’imprenditoria lucane. La querela di Postiglione, già editore di testate, radio e tv locali, partiva dall’essersi sentito diffamato dalle critiche rivolte alla sua famiglia negli articoli incriminati.

Per la giudice Ferrucci, però, “l’esercizio del diritto di cronaca ha efficacia scriminante riguardo al fatto diffamatorio, a condizione che la notizia divulgata, oltre che socialmente rilevante e descritta con continenza espressiva, sia vera, nel senso che questa deve essere riportata in modo completo. Nel caso di specie – ha scritto la gip nella sentenza del 16 dicembre 2025 -, non si ravvisano attacchi di tipo personale in quanto le dichiarazioni contenute nell’articolo denunciato sono espressione di una critica di tipo politico e le notizie sono state riportate nel rispetto del diritto di cronaca”. LT

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