Catania. Il 5 gennaio di 42 anni fa la mafia uccise il giornalista Pippo Fava
Le iniziative per ricordarlo. La sua storia e una ricca documentazione su Ossigeno-Cercavano la verità
OSSIGENO 5 gennaio 2026 – Il 5 gennaio 1984 fu ucciso a Catania a colpi di pistola Giuseppe (Pippo) Fava, giornalista, drammaturgo e artista. Aveva 59 anni. Fu la mafia locale a ucciderlo, come hanno confermato i processi che hanno condannato i colpevoli, con sentenze divenute definitive nel 2003. Ossigeno per l’informazione ricorda Pippo Fava sul portale online “Ossigeno – Cercavano la verità” giornalistiuccisi.it che da oltre un decennio offre la ricostruzione della storia personale e professionale di ciascuno dei trenta giornalisti italiani uccisi da mafie, terrorismo e guerre.
Pippo Fava era molto noto a Catania. Aveva avuto varie esperienze nei quotidiani locali. Le ultime esperienze gli avevano fatto toccare con mano l’impossibilità di pubblicare cronache e inchieste sulle collusioni mafiose. Perciò, nel 1982, due anni prima di essere ucciso, aveva fondato il suo giornale: “I Siciliani”, un mensile libero, autofinanziato, con una redazione di giovani. Da due anni da quelle pagine denunciava clamorose collusioni che a Catania legavano noti imprenditori, politici e mafiosi. A distanza di tanto tempo vale ricordare che ancora in quegli anni tutti negavano apertamente che nella città etnea la mafia fosse una realtà criminale attiva sul territorio. Si cominciò ad ammetterlo soltanto dopo la morte di Pippo Fava, in particolare dopo la celebre intervista di Giorgio Bocca al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa pubblicata il 10 agosto 1982. Il generale, che era stato nominato prefetto di Palermo, disse: “Oggi la Mafia è forte anche a Catania, anzi da Catania viene alla conquista di Palermo. Con il consenso della Mafia palermitana, le quattro maggiori imprese edili catanesioggi lavorano a Palermo”.
Quella sera di 42 anni fa due sicari mafiosi gli tesero un agguato e lo uccisero sparandogli alle spalle. Era andato al Teatro Stabile di Catania a prendere la sua nipotina, Francesca Andreozzi, che rimase illesa e oggi è la presidente della Fondazione Giuseppe Fava.
Il ricordo di Francesca Andreozzi è pubblicato nella pagina di “Ossigeno – Cercavano la verità” dedicata a Giuseppe Fava, dove si possono seguire anche le tappe del lungo iter processuale per accertare le responsabilità della sua morte e leggere una ricca documentazione che aiuta a conoscere la figura umana e professionale di Fava. Sono presenti due tra le ventotto caricature dei tipi di mafiosi che Fava realizzò tra il 1975 e il 1983; si possono leggere “L’avventura di un piccolo grande giornale, I Siciliani di Pippo Fava”, a cura di Attilio Bolzoni che nel 1984 per il quotidiano La Repubblica si occupò dell’assassinio del giornalista, e un contributo di Sarah Vantorre (associazione di antimafia sociale belga BASTA! – Belgian Antimafia: Steps Towards Awareness), che ha pubblicato uno studio sul profilo artistico, intellettuale e drammaturgico del giornalista.
LE INIZIATIVE – Sono tante le iniziative promosse per ricordare il giornalista. In occasione del centenario dalla nascita del giornalista, lo scorso settembre, La7 ha trasmesso il documentario “L’ultima fila, storia di Pippo Fava”, diretto e scritto da Emanuela Ranucci e Maria Carla Virzì, e prodotto da Loom Production. Tra gli appuntamenti organizzati in occasione dell’anniversario dall’uccisione ricordiamo gli eventi del 5 gennaio 2026: alle 15,45 il corteo organizzato da I Siciliani giovani che partirà da piazza Roma e giungerà in via Giuseppe Fava; alle 17, l’incontro sotto la lapide in via Giuseppe Fava, insieme all’orchestra Musicainsieme Librino; alle 18:30 presso il Piccolo Teatro (via Ciccaglione 29) “Voci dal silenzio – Gaza e le censure di guerra”, al quale parteciperanno lo scrittore e giornalista palestinese Atef Abu Saif, l’attivista siciliana Luisa Impastato, presidente di Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, e Marta Bellingreri, giornalista freelance e ricercatrice indipendente. Al termine del dibattito moderato dal giornalista Massimiliano Perna, sarà assegnato il Premio Nazionale Giornalistico “Nient’altro che la verità. Scritture e immagini contro le mafie”, quest’anno dedicato alla memoria degli oltre 250 giornalisti, scrittori e poeti uccisi a Gaza durante il genocidio, consegnato simbolicamente ad Atef Abu Saif. GPA


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