Giornalisti minacciati. In Italia il primo semestre è stato nero, dice Ossigeno
OSSIGENO – 28 ottobre 2026 – Il dati sui giornalisti minacciati in Italia rilevati nel primo semestre da Ossigeno perl ‘Informazione dicono che il 2026 si presenta come un anno nero, simile al 2025, anno in cui sono state documentate minacce nei confronti di 759 giornalisti, il 40% più dell’anno precedente. I dati sono ancora in fase di elaborazione, ma alcune tendenze appaiono chiare, ha detto il presidente di Ossigeno, Alberto Spampinato, intervenuto ieri a un convegno/corso di formazione promosso dall’Associazione Siciliana della Stampa.
In attesa dei dati completi che saranno pronti a fine anno, ha detto il presidente di Ossigeno, l’analisi del primo semestre dice che il numero delle vittime di intimidazioni e di altre forme di minacce è attestato sul livello più alto registrato nel 2025. Inoltre risulta che quest’anno sono aumentate le querele pretestuose (+5 per cento), è cresciuto il numero delle vittime di ostacolato accesso alle informazioni (+16 per cento), e sono cresciute anche le intimidazioni provenienti dal settore pubblico (+10 per cento).
Anche il bilancio dell’attività legislativa e di governo lascia molto a desiderare. La discussione del disegno di legge di riforma delle norme sulla diffamazione a mezzo stampa è rimasta ferma in Parlamento, ormai da due anni non fa nessun passo avanti. Anche il recepimento delle leggi europee migliorative trova forti ostacoli: LA Direttiva europea anti-SLAPP essendo stata recepita solo per le cause transfrontaliere aiuterà pochissime vititime di SLAPP e ciò creerà una disparità di trattamento fra le persone a giudizio, una disparità che contraddice il principio di eguaglianza sancito dalla Costituzione. Inoltre da agosto 2025 l’Italia è inadempiente circa l’attuazione dell’European Media Freedom Act e per questo rischia una procedura d’infrazione. ASP


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