Meloni, la Direttiva anti-SLAPP si applicherà solo a cause trans-frontaliere
Il Governo non la estenderà a tutte le cause per diffamazione né alle querele pretestuose – E’ un’occasione persa, commenta Carlo Bartoli (Odg)
OSSIGENO 10 gennaio 2026 – Le misure più vantaggiose per gli accusati contenute nella Direttiva Europea Anti-SLAPP, stabilite per contenere l’abuso delle azioni legali pretestuose, in Italia si potranno applicare soltanto alle cause civili trans-frontaliere, cioè a quelle poche promosse da soggetti di altri paesi. Non si applicherà alle querele pretestuose e alle cause civili per diffamazione promosse da soggetti italiani. Riguarderà quindi solo una minima parte del contenzioso che ogni anno determina circa diecimila nuovi procedimenti, la maggior parte dei quali promossi contro giornalisti, blogger e attivisti. Lo ha confermato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla conferenza stampa di inizio anno che si è svolta il 9 gennaio 2026. La presidente ha precisato i confini entro i quali il Governo intende recepire la Direttiva. Il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli ha posto la questione citando i dati dell’osservatorio Ossigeno per l’Informazione sulle querele pretestuose e dicendo che di fronte alla necessità di fronteggiare il dilagare di questi abusi la decisione del Governo è “un’occasione persa” .
“Per l’osservatorio Ossigeno per l’informazione – ha detto Carlo Bartoli – lo scorso anno 93 giornalisti sono stati oggetto di querele temerarie, ossia di iniziative giudiziarie infondate e finalizzate esclusivamente a intimidire e far tacere i giornalisti. L’Italia continua ad essere il Paese con il maggior numero di querele per diffamazione ed esorbitanti richieste di risarcimento danni. Oltre l’80% di questi procedimenti viene archiviato o si conclude con una assoluzione. Spesso dopo molti anni. Chi presenta una querela intimidatoria deve essere punito e non con un buffetto. Per questo, riteniamo che il modo con cui è stata recepita la Direttiva europea sulle querele intimidatorie sia un’occasione persa”.leggi l’intervento integrale
La presidente Meloni ha confermato che la Direttiva sarà recepita entro il termine stabilito del 7 maggio 2026, e ha aggiunto che la richiesta di estenderne l’applicazione al contenzioso nazionale, proposta nel corso del dibattito parlamentare del non può essere accolta perché “la direttiva stessa esclude questa possibilità”.
Le modifiche necessarie per il recepimento, ha aggiunto, “non sono molte, perché il nostro ordinamento sanziona già l’abuso del processo e le liti temerarie così come disciplina i riti accelerati, la soccombenza virtuale in caso di rinuncia alla domanda o agli atti del giudizio”.
L’orientamento del Governo era già emerso durante il dibattito parlamentare che si è svolto alla Camera dei Deputati l’11 dicembre 2025 sulle mozioni presentate dopo l’assalto alla redazione de La Stampa leggi dettagli sul dibattito


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