Violazioni verificate

Minacce con svastica a direttore La7 e altri giornalisti

Lettera anonima firmata “Boia chi molla”. Insultati con Enrico Mentana anche Floris, Formigli, Damilano, Gruber, Giannini, Fanuele

Il 16 gennaio 2019 il giornalista Enrico Mentana, direttore del Tg La7, ha reso noto di aver ricevuto una lettera di insulti e minacce nei suoi confronti e di altri giornalisti: Giovanni Floris, Corrado Formigli, Massimo Giannini, Marco Damilano, Lilli Gruber e Francesca Fanuele. La lettera anonima, scritta in stampatello, é firmata “Boia chi molla!” e da una svastica. Enrico Mentana l’ha pubblicata su Instagram. Nel testo si legge: “Presto vi puniremo, sappiamo tutto di voi, punirvi è un dovere”, La7 è un “ricettacolo di comunisti”.

La lettera è stata recapitata a dieci giorni dall’aggressione neofascista nei confronti del giornalista Federico Marconi de L’Espresso e del fotografo Paolo Marchetti, durante la commemorazione dei caduti di Acca Laurentia a Roma, nei pressi del cimitero Verano. La notizia ha fatto sensazione.

Mentana ha ricevuto molti attestati di solidarietà, anche dal mondo della politica. Il premier Giuseppe Conte con una nota ha commentato: “Le intimidazioni rivolte al direttore Mentana sono un atto vile e inqualificabile. Le minacce a chi esercita la professione di giornalista sono inaccettabili in sé ma anche perché costituiscono un grave attentato alla libertà di stampa”. Conte si è detto molto preoccupato proprio per la vicinanza temporale di quest’episodio con quello dell’aggressione ai cronisti de L’Espresso.

RDM

1 commento
  1. Angela Mancuso
    Angela Mancuso dice:

    E’ un bollettino di guerra: inaccettabile! Il mio impegno politico è iniziato dalla solidarietà a Saviano… Mai avrei pensato che, dopo più di 10 anni, dovesse approdare alla battaglia in solidarietà con Borrometi: ci prendono per stanchezza! Ma il piano inclinato è intessuto e percorso dal filo “rosso” – per la verità è più che altro nero – che lega il vile attacco a Roberto Saviano da Berlusconi a Salvini/Meloni… E’ quel filo “rosso” che va spezzato! Altrimenti, il calvario toccato ieri a Saviano (e tuttora in essere), tocca oggi a Paolo Borrometi: domani proseguirà con chiunque (altro) intenda opporsi, e denunciare – anche timidamente -l’occupazione delle istituzioni da parte di forze politiche di dubbia matrice democratica.
    Questo stato necessita di una cura massiccia e intensiva: di Iniezioni di democrazia!
    Spezzare il filo “rosso” che li lega allo Stato, o meglio: che incatena a loro una Repubblica che invece origina dalla resistenza antifascista. E’ quello, il percorso (deviato) che occorre riprendere…

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