Raffaele Ciriello, medico fotoreporter, fu colpito a morte 24 anni fa in Cisgiordania
I militari israeliani scambiarono per un arma puntata il palmare con cui li filmava – La sua storia su Ossigeno-Cercavano la verità
OSSIGENO 12 marzo 2026 – Ricorre domani 13 marzo il ventiquattresimo anniversario dall’uccisione del medico-fotoreporter freelance Raffaele Ciriello. Aveva 42 anni, era sposato e aveva una figlia di 17 mesi. Si trovava a Ramallah, in Cisgiordania, per documentare, per il Corriere della Sera, il conflitto israeliano palestinese, durante la cosiddetta seconda Intifada. Con la sua telecamera palmare il 13 marzo 2002 stava riprendendo un rastrellamento di palestinesi da parte dell’esercito di Tel Aviv quando fu crivellato da una raffica di pallottole. Le responsabilità dell’uccisione non sono mai state accertate uficialmente: il fotoreporter sarebbe stato ucciso per errore, scambiato per un nemico dai militari israeliani.
Quattro mesi prima, a Kabul, in un diverso scenario di guerra, era stata uccisa La giornalista italiana Maria Grazia Cutuli, inviata del Corriere della Sera in Afghanistan, che aveva partecipato con Raffaele Ciriello ad alcune missioni all’estero.
Anche Enzo Baldoni, un altro dei 30 giornalisti italiani uccisi all’estero, era amico e collega di Raffaele Ciriello: il pubblicitario e giornalista gli dedicò un ricordo pochi giorni prima di essere rapito e ucciso, avvenuta il 24 agosto 2004 a Bagdad, come racconta nel suo blog (leggi su Ossigeno). Il conflitto israeliano-palestinese, che si protrae ancora oggi, dopo Ciriello ha mietuto successivamente anche un’altra vittima del giornalismo italiano: Vittorio Arrigoni, cronista e attivista, che documentava la causa palestinese, ucciso a Gaza il 15 aprile 2011.
Ossigeno ricorda ciascuno di loro sul sito www.giornalistiuccisi.it “Cercavano la verità”, dove sono raccolte le storie dei trenta operatori dell’informazione uccisi a causa del loro lavoro, una ricca documentazione e testimonianze, come quella della moglie di Raffaele Ciriello, Paola Navilli (leggi).
CHI ERA – Raffaele Ciriello era nato a Venosa (Potenza). Laureato in medicina, aveva scelto di seguire la passione per il fotogiornalismo. Realizzò reportage in Africa, Sud America, Medio Oriente. Ancora oggi è possibile vedere le sue “cartoline dall’inferno” sul suo sito web “Postcards from hell” – www.raffaeleciriello.com sul quale pubblicava quasi in tempo reale i suoi lavori.
ALLA CASA DEL JAZZ – Il 24 marzo 2026, a Roma, alla Casa del Jazz (Viale di Porta Ardeatina, 55) Ossigeno ricorderà Raffaele Ciriello insieme agli altri 29 giornalisti italiani uccisi, i cui nomi e volti sono raffigurati all’ingresso nel Panello della Memoria (vedi). L’evento è accreditato come corso di aggiornamento professionale per giornalisti. Saranno presentati i dati del Rapporto 2025 sui giornalisti minacciati in Italia (leggi). A marzo ricorre anche l’anniversario dall’uccisione di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin (Somalia, 20 marzo 1994). Molte fotografie della giornalista RAI e del cineoperatore furono scattate da Raffaele, che in Somalia aveva realizzato alcuni reportage, in quella stessa terra in cui l’8 febbraio 1995, meno di un anno dopo, fu ucciso un altro cronista itaiano: il cineoperatore del TG2 Marcello Palmisano. GPA


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