Assistenza Legale

Prosciolta Giulia Cerino assistita da Ossigeno


La giornalista freelance era stata querelata nel 2015 e il produttore di Announo le aveva negato la protezione legale. L’Avv. Di Pietro: tutti assolti i nostri assistiti

È stata prosciolta dall’accusa di diffamazione la giornalista freelance Giulia Cerino, difesa dall’avv. Andrea Di Pietro per conto dell’Ufficio di Assistenza Legale di Ossigeno per l’Informazione. La querela era dell’agosto 2015. Leggi Il caso Giulia Cerino

IL COMMENTO DELL’AVV. ANDREA DI PIETRO

Il G.I.P. del Tribunale di Velletri ha ordinato l’archiviazione del procedimento penale nato dalla querela di un ragazzo ritenuto responsabile della morte di una coetanea coinvolta in un grave incidente stradale in cui la stessa perse la vita. Il ragazzo, quella notte alla guida del mezzo, non aveva gradito il servizio giornalistico curato dalla Cerino, andato in onda l’11 giugno 2015 su La7 nella trasmissione “Announo”, prodotta da Michele Santoro. Il servizio ricostruiva, attraverso interviste, la vicenda della morte di Federica Monti, avvenuta per un incidente stradale causato dall’ubriachezza del conducente del mezzo, di ritorno da una serata in discoteca.

Il G.I.P. ha ritenuto che nel caso di specie “non sembra potersi porre in dubbio la verità dell’informazione giornalistica incriminata, in ordine alla vicenda che ha visto coinvolto il querelante e per la quale è stata emessa sentenza di patteggiamento a suo carico”. Il Giudice ha prosciolto la Cerino in quanto, per la corretta configurabilità dell’esimente del diritto di cronaca, oltre alla verità (quanto meno putativa) della notizia riportata, ha ritenuto la sussistenza dell’interesse pubblico alla conoscenza dei fatti e la continenza delle espressioni utilizzate.

Questa decisione, oltre alla soddisfazione per il proscioglimento di Giulia, va a comporre un quadro che per noi era impensabile fino a soli quattro anni fa, quando abbiamo fondato il servizio di Assistenza Legale di Ossigeno: tutti i giornalisti che abbiamo difeso sono stati prosciolti. Segno che le querele temerarie esistono e non sono solo una paranoia nella testa di chi fa – o tenta di fare – informazione indipendente.

IL COMMENTO DI GIULIA CERINO

Ho ricevuto una querela per diffamazione per aver raccontato il caso di un gruppo di giovani che, dopo una serata in discoteca all’insegna dell’alcol, si è schiantato contro un albero sul litorale romano. Una ragazza ha perso la vita. La querela mi è arrivata dal conducente dell’auto e da suo padre. Mi accusavano di averli resi riconoscibili e di aver infangato la loro reputazione. Cò è avvenuto nonostante io fossi sicura di aver svolto un lavoro corretto e soprattutto di non aver mai fatto il nome del giovane al volante. La querela è stata recapitata alla redazione per la quale lavoravo che nel frattempo aveva interrotto la messa in onda del programma per il quale avevo preparato il servizio. Così il direttore ha valutato che non fosse il caso di fornirmi l’avvocato per difendermi in tribunale, anche perché si trattava di una causa penale e dunque estranea alla norma che prevede che la responsabilità del giornalista sia in solido con l’editore.

Ammetto di essermi sentita scaricata, in quel momento, e di aver pensato che fosse ingiusto lasciarmi scoperta. Non parlo solo delle spese legali che eventualmente avrei dovuto sostenere per l’avvocato, che comunque avremmo potuto dividere. Parlo soprattutto dell’assenza di solidarietà nei miei confronti di fronte al querelante e del trattamento ricevuto. Ma tant’è.

Così mi sono rivolta all’Ufficio Assistenza Legale Gratuita di Ossigeno per l’Informazione. Contattai l’avvocato Andrea Di Pietro, il quale mi indicò la procedura da seguire per fare richiesta ad Ossigeno di protezione legale. Soprattutto l’avvocato mi tranquillizzò, facendomi capire che non ero sola e che si sarebbe battuto per far valere i miei diritti. Si è fidato di me. Così è stato. In completa autonomia ed esprimendo stima nei miei confronti e credendo alla mia buona fede, Ossigeno mi ha coperta legalmente. Pochi giorni fa poi è arrivata l’ottima notizia: archiviazione perché il fatto non sussiste. Di questo eravamo certi fin dall’inizio. Eppure in questi mesi lo spettro di questa causa ha certamente creato in me pensieri e preoccupazioni. E questo è purtroppo il vero flagello per i cronisti freelance. Non solo l’incubo di dover sostenere spese legali, ma soprattutto il peso di dover convivere con la preoccupazione di avere delle cause pendenti, anche se temerarie. Ovviamente ciò influisce sulla serenità e quindi sul lavoro del cronista. Ringrazio Ossigeno e l’avvocato Andrea Di Pietro, non solo per aver lavorato bene, ma specialmente per l’umanità dimostrata. Questo è ciò che nella nostra società manca di più.  ASP

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