25 Aprile. Un fiore a Forte Bravetta per i giornalisti partigiani fucilati a Roma
OSSIGENO 24 aprile 2026 – Domani sabato 25 aprile 2026, alle 10 e 30, al Forte Bravetta di Roma, nel quadro delle celebrazioni della Festa della Liberazione, l’Associazione Stampa Romana e Ossigeno per l’informazione deporranno un mazzo di fiori al monumento che ricorda i 74 partigiani fucilati in questo luogo dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e, fra loro, i giornalisti Riziero Fantini, Enzio Malatesta e Carlo Merli. E per onorare, insieme a loro, Eugenio Colorni, un altro giornalista partigiano che fu trucidato dai nazifascisti a Roma. Massacrato dai fascisti della banda Koch, morì all’Ospedale San Giovanni il 30 maggio 1944.
Forte Bravetta sorge in via di Bravetta 740, fra la via Aurelia e la via Portuense, su una superficie di 10 ettari. Fu costruito nella capitale tra il 1877 al 1883. Durante l’occupazione tedesca (fra il 1943 e il 1944) al suo interno furono eseguite 74 fucilazioni di antifascisti, per ordine del Tribunale militare di Guerra germanico e per mano della Gestapo al comando di Herbert Kappler, che il 24 marzo 1944 eseguì il massacro delle Fosse Ardeatine. Altre fucilazioni furono eseguite a Forte Braschi poche ore prima dall’arrivo degli alleati a Roma, il 3 giugno 1944.
Gli italiani riconquistarono la libertà e l’onore dopo venti anni di dittatura, dopo il disastro della guerra e gli orrori disumani del nazifascismo. La riconquistarono grazie all’intervento degli Alleati e al determinante sacrificio, al loro fianco, di donne e uomini della Resistenza che in quella lotta rischiarono la vita o la persero . La lotta di uomini coraggiosi come i partigiani ricordati nel monumento di Forte Braschi, consentì al nostro paese il riscatto morale e materiale necessario per riprendere il cammino con onore fra i paesi liberi e democratici e ha posto le basi per la nascita della Repubblica e per la Costituzione che da allora riconosce e afferma, fra gli altri diritti, il diritto fondamentale di informare e di essere informati e di manifestare liberamente le proprie opinioni. Esercitando questi diritti fondamentali si onora ogni volta la memoria di questi caduti della Resistenza, si tutela concretamente la democrazia e il corretto funzionamento delle istituzioni e si realizzano quegli ideali della lotta di Liberazione che hanno consentito all’Italia di prosperare con il lavoro e la convivenza pacifica e solidale. ASP


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