Assistenza legale. Assolto giornalista querelato da Andrea Ceccherini

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Fabrizio Dell’Orso era accusato di diffamazione per un articolo di cui non è autore, pubblicato su un blog

OSSIGENO 29 settembre 2023 – Ossigeno è lieto di annunciare la  vittoria del suo Sportello legale (che opera in collaborazione con Media Defence) nel processo penale che ha visto indagato il giornalista Fabrizio Dell’Orso, querelato per il reato di diffamazione a mezzo internet dall’editore Andrea Ceccherini.

Fabrizio Dell’’Orso, difeso dall’Avv. Andrea Di Pietro, è stato prosciolto nonostante l’opposizione alla richiesta di archiviazione che Ceccherini aveva presentato contro le ragioni del pubblico ministero. Il gip di Roma, Andrea Fanelli, ha respinto l’opposizione e, in data 7 luglio 2023, ha emesso decreto di archiviazione facendo cadere le accuse contro Fabrizio Dell’Orso. 

Nella richiesta di archiviazione il pubblico ministero aveva osservato che il sito internet sito italian4journalist.wordpress.com non è una testata giornalistica e pertanto la querela non può esser estesa al suo direttore: “Diversamente opinando si verrebbe ad attuare una estensione analogica della disciplina sulla stampa alle diffamazioni commesse per mezzo dei siti web in violazione dell’art. 1 del codice penale”.

A ciò si aggiunga che Fabrizio dell’Orso ha dichiarato, durante le indagini, di essersi occupato del sito, senza avere alcun ruolo formale, assieme a un centinaio di altri giornalisti e che dal 2013 aveva smesso di occuparsene. Ma l’aspetto centrale era che Dell’Orso non è l’autore dell’articolo contestato dal Ceccherini e che non era in grado di indicare il nominativo dell’autore dell’articolo di cui alla denuncia querela.

Il testo in questione riproponeva sostanzialmente, in lingua inglese, il contenuto di un “articolo- inchiesta”, pubblicato il 16 marzo 2018 sul settimanale “lI Venerdi di Repubblica”, a firma del giornalista Claudio Gatti, dal titolo “Ma chi è quel Signore vicino ad Andrea Ceccherini”, avente ad oggetto proprio il Ceccherini e la sua attività professionale nell’ambito dell’ “Osservatorio Permanente Giovani Editori’.

L’autore commentava negativamente i risultati di tale attività e faceva notare che l’Osservatorio Permanente Giovani-Editori era nato nel 2001 con l’obiettivo di promuovere presso scuole, licei e università, la lettura dei quotidiani da parte dei giovani e degli studenti. Ma dopo 18 anni di attività non aveva conseguito quest’obiettivo. L’indice di lettura dell’ISTAT, infatti, indicava una percentuale di giovani lettori di quotidiani italiani scesa drammaticamente dal 49,4% al 24,4%.

«La realtà è che tutte le rilevazioni indipendenti, da quelle Istat a quelle Audipress o della Federazione degli editori, segnalano – aveva  scritto Claudio Gatti nel pezzo originario – che, nei 18 anni di attività dell’Osservatorio, il declino del tasso di lettura tra i giovani ha registrato una violenta accelerazione. Mentre tra la metà degli anni Ottanta e il 2000 la percentuale dei lettori che hanno sfogliato un giornale almeno una volta alla settimana è rimasta sostanzialmente stabile, a partire dal 2001, anno di avvio del programma di Ceccherini, è cominciata una caduta incontenibile. Tra i 15-17enni il tasso è sceso dal 49.4 per cento al 24.4. Tra i 20-24enni è crollato dal 66.1 al 35.6 e tra i 25 e i 34enni la percentuale è passata dal 67 al 41.5 per cento».

Nel 2018 l’inchiesta di Claudio Gatti fu ripresa e rilanciata da altri media. Se ne occuparono Pier Luca Santoro su DatamediaHub, la Repubblica e Stefano Liviadotti sull’Espresso. Il Ceccherini ha reagito a tutte queste pubblicazioni intentando varie cause civili e penali contro coloro che avevano ripreso, anche solo fedelmente, l’inchiesta di Gatti. Da quello che risulta ad Ossigeno, ad oggi, tutte le cause intentate da Ceccherini a tutela della sua reputazione lo hanno visto soccombente. In particolare, il 1° marzo 2023 il Tribunale di Firenze ha condannato l’editore Andrea Ceccherini e l’Osservatorio Permanente Giovani Editori (di cui è presidente e rappresentante legale) per avere abusato del processo civile in una causa per risarcimento danni da diffamazione a mezzo stampa promossa contro GEDI e i giornalisti coinvolti.

La richiesta di assistenza legale di Fabrizio Dell’Orso ha suscitato l’interesse di Ossigeno sia per la vaghezza delle accuse, sia per la contestazione di un contenuto di interesse pubblico che conteneva critiche motivate, basate su dati Istat,  formulate con un linguaggio appropriato; critiche che avrebbero meritato non una querela, bensì una richiesta di rettifica o la richiesta di ospitare una replica. Queste richieste, a quanto è a conoscenza di Ossigeno, non ci sarebbero state. Aiutando un giornalista a difendersi in tribunale da siffatte accuse Ossigeno difende la prerogativa di ogni giornalista di rispondere soltanto delle proprie personali responsabilità e di esercitare liberamente il diritto di informazione. 

Oreste Vighi

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