Libertà di stampa

Fermare le querele temerarie. I radicali scrivono al presidente Mattarella

Manifestazione a Romail 25 aprile – La condanna di Piero Sansonetti querelato dall’ex magistrato Roberto Scarpinato

OSSIGENO 13 apr 2026 – Il 25 aprile i Radicali hanno indetto una manifestazione per richiamare l’attenzione sulle querele temerarie che colpiscono giornali e giornalisti come strumenti di censura e in particolare a sostegno del gruppo editoriale Romeo, editore dei quotidiani Il Riformista, diretto da Claudio Velardi, e dell’Unità, diretta da Piero Sansonetti, quest’ultimo condannato per diffamazione il 24 marzo 2026 dal Tribunale di Lodi a versare un risarcimento di oltre 100 mila euro al querelante, l’ex magistrato Roberto Scarpinato, attualmente senatore M5S.

Nei giorni scorsi il segretario Maurizio Turco, e la tesoriera del Partito Radicale Irene Testa hanno sollevato il problema inviando una lettera aperta al capo dello Stato Sergio Mattarella per sollecitare un intervento legislativo urgente per scoraggiare l’uso strumentale della giustizia.

“Signor presidente della Repubblica, – hanno scritto –  ci permettiamo di rivolgerci a Lei per richiamare l’attenzione su un tema che investe direttamente la tenuta democratica del Paese: l’uso crescente e distorto delle cosiddette querele intimidatorie (SLAPP), strumenti sempre più utilizzati non per tutelare diritti lesi, ma per esercitare pressione e silenziare il lavoro giornalistico. Negli ultimi anni, questo fenomeno ha assunto dimensioni tali da configurare un vero e proprio squilibrio tra poteri: da un lato chi dispone di risorse economiche e strumenti legali, dall’altro chi svolge una funzione essenziale di controllo e informazione nell’interesse pubblico. In questo contesto, anche azioni giudiziarie destinate a rivelarsi infondate producono effetti concreti di intimidazione, incidendo sulla libertà editoriale e alimentando forme di autocensura”

“Quando il diritto di cronaca viene ostacolato attraverso l’abuso del contenzioso – aggiungono Maurizio Turco e Irene Testa -, viene colpito non solo chi informa, ma l’intera collettività. Per queste ragioni, riteniamo non più rinviabile un intervento normativo chiaro e incisivo che dia piena attuazione alle direttive europee in materia di contrasto alle Slapp. È necessario introdurre meccanismi che scoraggino l’uso strumentale della giustizia, come il rigetto tempestivo delle azioni manifestamente infondate e l’applicazione di sanzioni effettive nei confronti di chi promuove cause temerarie”. “Confidiamo, pertanto, nel Suo alto ruolo di garante dei principi costituzionali affinché voglia richiamare con autorevolezza l’attenzione delle istituzioni su questa urgenza e favorire un’assunzione di responsabilità condivisa”,

In un editoriale pubblicato qualche giorno fa sull’Unità, il direttore Sansonetti ha reso noto che il gruppo editoriale Romeo, nei suoi anni di attività, è stato condannato a pagare quasi 2 milioni di euro per cause mosse da magistrati, sia inquirenti che giudicanti.

24 marzo 2026 – Dossier Mafia-appalti: Sansonetti condannato nuovamente per diffamazione nei confronti di Scarpinato

Scarpinato: ”Ho querelato Sansonetti per suo articolo: ripete falsità nei miei confronti”

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