Trieste. Pugno a giornalista che filma scontri a commemorazione di Grilz
OSSIGENO 17 giugno 2026 – Durante la manifestazione del 19 maggio scorso, a Trieste, in memoria di Almerigo Grilz, che è stata caratterizzata da scontri fra i militanti di destra che avevano organizzato la manifestazione e un gruppo di antagonisti che volevano impedirla, un manifestante ha aggredito il giornalista del quotidiano ‘Il Piccolo’ Gianpaolo Sarti, che ha dovuto ricorrere alle cure in ospedale. Il cronista ha denunciato l’aggressione alla Digos.
I FATTI – Mentre davanti alla ex sede del Fronte della Gioventù, in via Paduina, alcune decine di persone, ricordavano il giornalista Almerigo Grilz, ucciso in Mozambico nel 1987, per la sua militanza di destra, salutandolo con il braccio teso del saluto romano, una quarantina di persone tenute a distanza da un cordone di polizia e carabinieri in assetto antisommossa, inveivano contestando l’impronta ideologica della manifestazione. Al termine della cerimonia, alcuni militanti di estrema destra, hanno reagito andando incontro ai contestatori. Sedie e tavoli dei locali pubblici sono stati utilizzati come armi improprie. Il cronista del ‘Piccolo’, che seguiva la manifestazione per il suo giornale e filmava gli scontri, è stato colpito con un pugno in testa da uno dei manifestanti con la testa rasata. Il pugno gli ha causato un malore per cui è stato ricoverato in ospedale per i necessari accertamenti.
IL CRONISTA – Gianpaolo Sarti ha raccontato la sua brutta esperienza in diretta video dal letto dell’ospedale, indossando un collare ortopedico e precisando di essere in attesa di ulteriori accertamenti. In un post pubblicato sui social si è così rivolto al suo aggressore: “Durante gli scontri in viale XX Settembre sono stato colpito da uno sconosciuto, che mi ha sferrato un pugno sul collo mentre filmavo. Caro aggressore con la testa rasata, mi importa poco che tu sia di estrema destra, come penso, o faccia parte degli estremisti delle ali antagoniste. Mi importa constatare che la città è pesantemente cambiata. C’è un clima buio. E c’è gente che pensa di autodeterminarsi, per darsi un senso, con la violenza. Come un tempo. Colpire un giornalista che stava semplicemente facendo il suo lavoro è di una bassezza che ti qualifica. Quel pugno, pensaci, in fondo lo hai sferrato a te stesso”.
IL PRECEDENTE – Non è la prima volta che Gianpaolo Sarti viene aggredito fisicamente mentre sta documentando una manifestazione di protesta. Era già accaduto a novembre 2021, durante la pandemia da Covid (vedi Ossigeno) in una manifestazione dei No-Green Pass. Un uomo lo stese con un pugno, riportò conseguenze fisiche. Individuato e denunciato, l’aggressore è stato poi processato e condannato in primo grado e in appello ad aprile scorso (leggi qui).
SOLIDARIETA’ – Il cronista ha ricevuto numerosi attestati di solidarietà: dall’Assostampa Friuli Venezia Giulia, dalla Fnsi e dalla politica locale. L’Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia e il Consiglio Nazionale dell’Ordine hanno stigmatizzato l’ennesimo episodio di violenza nei confronti di un giornalista con parole dure. “Dire che si sia superato il livello di guardia risulta a questo punto anche riduttivo – hanno scritto in una nota -. Lo stesso collega era già stato vittima di un’aggressione e poco è cambiato in questo periodo in termini di difesa dell’incolumità di chi svolge solamente il proprio lavoro. In tal senso si chiede anche alle forze dell’ordine una maggiore sensibilità e difesa dei giornalisti, a maggior ragione in presenza di manifestazioni che nascono già a rischio. Quanto avvenuto a Trieste conferma l’urgenza di introdurre le aggravanti per le aggressioni e minacce ai giornalisti che sono invece state stralciate dal Decreto Sicurezza del Governo rallentandone l’iter di approvazione”. LT


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