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Bonus Legale di Ossigeno a Fernando Bocchetti che racconta il suo calvario

OSSIGENO 3 luglio 2026 – Lo Sportello Legale di Ossigeno per l’informazione vedi, che opera in collaborazione con Media Defence, ha concesso al giornalista Ferdinando Bocchetti di Marano (Napoli) un contributo in denaro per contribuire alle spese legali di   un procedimento per diffamazione che ha promosso nei confronti del figlio di un noto esponente della criminalità organizzata del territorio di Marano. Il processo si è concluso con la condanna dell’autore della diffamazione, confermata in appello. In questo testo scritto per Ossigeno, il giornalista ha raccontato la vicenda e la sua vita di cronista che nell’area nord di Napoli si svolge fra querele, intimidazioni e sacrifici.

Sono Ferdinando Bocchetti, il fondatore e direttore di Terranostranews, testata giornalistica online nata nel 2015. Da molti anni sono corrispondente de Il Mattino di Napoli da numerosi comuni dell’area a nord del capoluogo partenopeo, tra cui Marano, Quarto, Mugnano, Melito, Qualiano, Giugliano, Villaricca e Calvizzano. Ho 51 anni e da sempre mi occupo prevalentemente di cronaca giudiziaria, nera e politica in un territorio particolarmente complesso, segnato da una forte presenza della criminalità organizzata e da numerose vicende che hanno portato enti locali a essere commissariati o sciolti per infiltrazioni mafiose.

Da quando ho assunto la direzione di Terranostranews è iniziato per me un vero e proprio calvario giudiziario. Nel corso degli anni sono stato destinatario di circa quaranta querele per diffamazione promosse da sindaci, ex sindaci, assessori, consiglieri comunali, dirigenti, dipendenti pubblici e imprenditori. Molti procedimenti sono stati archiviati già nella fase preliminare, altri si sono conclusi con sentenze di assoluzione nel merito dopo lunghi dibattimenti.

Per difendermi ho dovuto rivolgermi a numerosi avvocati e sostenere spese legali ingenti, spesso incompatibili con le possibilità economiche di un giornalista precario e di una piccola testata locale. Alcuni procedimenti si sono protratti per anni, comportando non solo costi elevati ma anche un pesante carico psicologico.

Tra le varie vicende giudiziarie affrontate, ricordo le assoluzioni ottenute nelle querele promosse da funzionari e amministratori pubblici del Comune di Marano, oltre a quelle presentate da un ex sindaco successivamente rinviato a giudizio e poi coinvolto in un processo culminato con la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa. In quel procedimento sono stato chiamato anche a testimoniare come testimone dell’accusa.

In questi anni numerosi articoli da me firmati sono finiti al centro delle relazioni predisposte dal Ministero dell’Interno e dalla Prefettura di Napoli nell’ambito delle istruttorie che hanno portato allo scioglimento di diversi enti locali per infiltrazioni mafiose. Tra questi vi è il Comune di Marano, sciolto per mafia ben cinque volte nella sua storia: un record nazionale che testimonia la delicatezza del contesto in cui opero quotidianamente.

A conferma della fondatezza e dell’interesse pubblico delle notizie pubblicate, alcuni miei articoli sono stati richiamati anche in provvedimenti dell’autorità giudiziaria e in atti investigativi. Nonostante ciò, ho continuato a subire querele, azioni giudiziarie e tentativi di intimidazione.

Nel corso della mia attività professionale sono stato oggetto di minacce e pesanti attacchi personali, tanto da dover denunciare familiari di esponenti della criminalità organizzata e soggetti vicini ad ambienti malavitosi. Le intimidazioni subite hanno portato, nel recente passato, anche all’attivazione di una forma di vigilanza da parte delle forze dell’ordine.

Più volte ho pensato di abbandonare questa professione. I rischi, le responsabilità, i costi economici e le tensioni personali spesso superano le soddisfazioni. Eppure la volontà di continuare a raccontare ciò che accade sul territorio ha sempre prevalso sull’amarezza accumulata nel corso degli anni.

Per questo motivo desidero ringraziare ancora una volta Ossigeno per l’Informazione, il suo presidente, i componenti dell’Osservatorio e l’avvocato Andrea Di Pietro per il sostegno morale e concreto che continuano a garantirmi. Il loro aiuto non si è limitato al bonus economico che mi è stato concesso per contribuire alle spese legali sostenute negli anni, ma si rinnova ancora oggi in occasione dell’ennesimo procedimento giudiziario affrontato e conclusosi positivamente.

Da ultimo, infatti, si è concluso con una condanna, confermata in appello, il processo nei confronti di chi mi aveva gravemente diffamato sui social network. L’autore degli attacchi era il figlio di un noto e pericoloso boss operante nel territorio.

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