Assistenza Legale

Diffamazione. Giornalista condannato a 8 mesi é stato assolto in appello

Il giornalista Pasquale Napolitano è stato difeso da Ossigeno – Riconosciuta la tenuità del fatto – Giudizio salomonico, commenta il difensore 

OSSIGENO 25 giugno 2026 –  La Seconda Sezione della Corte d’Appello di Napoli ha prosciolto il giornalista Pasquale Napolitano dall’accusa di diffamazione a mezzo stampa ritenendo il fatto contestato di particolare tenuità. Ha tuttavia confermato le statuizioni civili, con il conseguente obbligo di risarcimento del danno in favore delle parti civili. Una decisione salomonica, ha commentato il difensore del giornalista.

I FATTI – Napolitano era stato condannato in primo grado dal Tribunale di Nola a otto mesi di reclusione, con pena sospesa, in seguito a una querela relativa ad alcuni suoi articoli pubblicati nel 2020 sulla testata online Anteprima24, su vicende interne all’Ordine degli Avvocati di Nola e, in particolare, sul ritardo con cui l’allora presidente aveva formalizzato le dimissioni dopo la sfiducia espressagli dalla maggioranza dei consiglieri. La sentenza aveva suscitato numerose prese di posizione critiche da parte di organismi di categoria, associazioni e rappresentanti istituzionali, fra le quali Ossigeno per l’Informazione, contestando l’applicazione sproporzionata della sanzione detentiva nei confronti di un giornalista per un caso di diffamazione a mezzo stampa.  

LO SPORTELLO – Pasquale Napolitano ha chiesto l’intervento dello Sportello di Assistenza Legale di Ossigeno per l’Informazione che ha accolto la richiesta e patrocinato le spese di difesa nel giudizio di appello.

IL COMMENTO – «Si tratta di una decisione sicuramente positiva, come tutte le assoluzioni. Evita gli effetti più gravi della condanna penale inflitta in primo grado, ma lascia inevitabilmente qualche perplessità», osserva l’avvocato Andrea Di Pietro, che ha difenso il giornalista su incarico d Ossigeno. «La sentenza appare in qualche modo salomonica: da un lato afferma che il fatto è di particolare tenuità, dall’altro lascia ferme le conseguenze risarcitorie. Resta difficile comprendere come il medesimo fatto possa essere considerato sufficientemente tenue da giustificare il proscioglimento e, allo stesso tempo, essere stato ritenuto in primo grado così grave da meritare una condanna a otto mesi di reclusione nei confronti di un giornalista».

Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni. ASP

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