Querele. A Foggia assolto in appello giornalista condannato in primo grado
Francesco Pesante fu querelato 9 anni fa da un poliziotto, per un articolo – E’ finita bene, dice, ma a quale costo economico, umano e professionale?
OSSIGENO 2 luglio 2026 – La Corte d’Appello di Bari, il 29 maggio 2026, ha assolto con formula piena (“perché il fatto non sussiste”) il direttore della testata online “l’Immediato” Francesco Pesante, che a luglio del 2025 era stato condannato dal Tribunale di Foggia a 800 euro di multa e al pagamento delle spese legali del querelante, un poliziotto che lo aveva querelato per diffamazione. I giudici della I Sezione penale della Corte d’Appello, oltre ad annullare la multa, hanno revocato l’obbligo di rimborsare le spese e i danni al querelante. Il giornalista ha espresso piena soddisfazione per l’esito positivo di questa vicenda e ha ricordato che gli è costata nove “anni di processo, costi economici, preoccupazioni e conseguenze sul piano professionale e umano”.
Il procedimento era nato a causa di un articolo in cui Francesco Pesante, nel 2017, ricostruiva un’inchiesta relativa a presunte minacce all’allora sindaco di Mattinata (FG) Michele Prencipe, a opera del vice dirigente della Polizia di Stato Bartolomeo D’Apolito (leggi qui).
Nel pezzo venivano riportati fatti e contestazioni investigative emerse nel corso del procedimento penale dell’epoca, comprese le accuse formulate dagli inquirenti e gli sviluppi processuali che interessavano il caso.
IL PRIMO GRADO – Bartolomeo D’Apolito aveva presentato querela per diffamazione contro il giornalista, che in primo grado è stato condannato dal Tribunale di Foggia alla pena di 800,00 euro di multa, oltre al pagamento delle spese processuali (pena sospesa). Il Tribunale lo aveva condannato anche a risarcire i danni (da liquidarsi in separata sede) a D’Apolito, che si era costituito parte civile, e al pagamento delle spese di lite per 1.797 euro, oltre agli oneri e accessori di legge. Assistito dall’avvocato Pierpaolo Fischetti, Francesco Pesante ha impugnato la sentenza e la Corte d’Appello di Bari ha accolto integralmente le sue ragioni.
FRANCESCO PESANTE – “Si chiude così una vicenda giudiziaria durata anni e nata da un articolo che riportava fatti di evidente interesse pubblico, ricostruiti sulla base degli atti e delle contestazioni emersi nell’ambito di un procedimento giudiziario – ci dice il giornalista, che lo Sportello legale di Ossigeno ha aiutato con un bonus per coprire le spese legali in altri procedimenti giudiziari che lo hanno visto dimostrare la sua correttezza professionale -. La decisione della Corte conferma un principio fondamentale: raccontare fatti di rilevanza pubblica, nel rispetto della verità sostanziale e del diritto di cronaca, non può trasformarsi in una colpa”.
“Oltre a esprimere la mia soddisfazione personale, faccio una riflessione più ampia. Ho avuto una condanna che poi per fortuna è stata completamente ribaltata in appello ma ciò ha comportato anni di processo, costi economici, preoccupazioni e ha avuto inevitabili conseguenze sul piano professionale e umano. È una condizione che molti cronisti italiani conoscono bene e che rischia di avere un effetto deterrente, soprattutto nei territori più difficili e delicati. Continuerò a svolgere il mio lavoro con lo stesso spirito di sempre, convinto che il giornalismo abbia il dovere di raccontare i fatti anche quando sono scomodi, nel rispetto delle persone e delle regole, ma senza arretrare davanti alle pressioni o al timore di conseguenze giudiziarie”, ha concluso Pesante. Laura Turriziani


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