David Rossi. Un anno di reclusione a ex colonnello CC querelato da due giornalisti
OSSIGENO 11 settembre 2026 – Pasquale Aglieco, ex colonnello dei carabinieri ed ex Comandante provinciale dell’Arma a Siena all’epoca della morte di David Rossi (il responsabile della comunicazione del Monte dei Paschi precipitato il 6 marzo 2013 da una finestra del suo ufficio a Rocca Salimbeni) è stato condannato a un anno di reclusione per diffamazione dei giornalisti Antonino Monteleone e Marco Occhipinti, che lo avevano querelato.
LA DIFFAMAZIONE si riferisce al contenuto di alcune mail anonime inviate nel 2020 a un testimone del processo per la morte di David Rossi, per convincerlo a ritrattare quanto dichiarato, e ad altre persone per screditare i giornalisti Monteleone e Occhipinti. La sentenza è stata pronunciata l’8 settembre 2026 dal Tribunale di Varese è prevede anche il pagamento di un risarcimento di ventimila euro a ciascun giornalista. La sospensione condizionale della pena detentiva è stata subordinata dal giudice all’effettivo versamento dell’indennizzo.
Il giudice ha riconosciuto la responsabilità dell’ex colonnello per la diffamazione e ha escluso invece i presupposti giuridici necessari per condannarlo anche per il reato di sostituzione di persona.
IL PROCESSO è nato da una querela per diffamazione presentata contro l’ex colonnello, attualmente in congedo dall’Arma, dai giornalisti Antonino Monteleone, oggi conduttore Rai, e Marco Occhipinti e di Rti-Mediaset, per una serie di e-mail anonime che egli aveva inviato nel dicembre 2020 a diversi destinatari. Le missive, firmate con lo pseudonimo ‘Anti-Iena’ erano state indirizzate, tra gli altri, a un testimone varesino che aveva raccontato a Occhipinti e Monteleone, allora autori di servizi per ‘Le Iene’, la propria partecipazione ai cosiddetti ‘festini’ e aveva indicato alcune delle persone che vi partecipavano.
I QUERELANTI – “La nostra inchiesta sulla morte di David Rossi – ha dichiarato Antonino Monteleone a Radio Siena Tv – è e rimane un lavoro scomodo e questa sentenza, ancorché non definitiva, è l’ennesima dimostrazione di ciò. Il nostro lavoro ha toccato delle corde che hanno suscitato molte reazioni, alcune delle quali particolarmente scomposte. Continueremo a lavorare per cercare la verità”.
Marco Occhipinti ha dichiarato all’Adnkronos: ”E’ Curioso scoprire che quelle mail a carattere intimidatorio nei confronti di un testimone della nostra inchiesta giornalistica fossero scritte da un allora rappresentante delle istituzioni” che ricorda il giornalista, ”il giorno della morte di David Rossi fu trovato nel vicolo dai primi agenti di polizia accorsi sul posto e partecipò personalmente alle prime sfortunate indagini che si conclusero con l’ipotesi di un suicidio. Un’ipotesi a cui noi non abbiamo mai creduto. Ci conforta il fatto che la Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di David Rossi e la magistratura, con la riapertura delle indagini, ci stiano dando ragione”.
Gli avvocati Stefano Toniolo e Susanna Gallazzi, difensori di Monteleone e Occhipinti hanno manifestato ”grande soddisfazione” per la sentenza e hanno affermato:”Dopo un lungo percorso giudiziario, si è finalmente dimostrata oltre ogni ragionevole dubbio la paternità di quelle mail”.
IL TESTIMONE INTIMIDITO – Le mail anonime al centro del procedimento furono inviate nel dicembre 2020 a M.B., un testimone intervistato dai due giornalisti nell’ambito dell’inchiesta pubblicata da Le Iene. Furono invade anche ad alcuni suoi familiari e conoscenti. L’uomo aveva riferito di riconoscere Aglieco tra i partecipanti ad alcuni presunti ”festini” ai quali sosteneva di aver preso parte e, secondo quanto riferiscono i legali dei giornalisti, aveva successivamente ribadito le proprie dichiarazioni anche davanti alla Procura. I messaggi, inviati attraverso una casella di posta anonimizzata, avrebbero puntato a convincere M.B. a ritrattare quanto raccontato e a screditare Monteleone e Occhipinti. A ricondurre le mail ad Aglieco sarebbe stato anche un particolare contenuto nel primo messaggio: nel file allegato compariva infatti il suo nome come autore del documento. Monteleone e Occhipinti sono stati ascoltati il 26 novembre 2025 anche dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di Rossi. Nel marzo scorso la stessa Commissione, sulla base delle nuove perizie acquisite, ha escluso definitivamente l’ipotesi del suicidio, prendendo atto dell’intervento di terzi nella morte dell’ex responsabile della comunicazione di Mps. La Procura di Siena ha inoltre aperto un nuovo fascicolo sulla vicenda. ASP (Fonte Adnkronos)


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