Questo episodio rientra tra le violazioni verificate da Ossigeno per l'Informazione

Agenzia Dogane non dà informazioni, giornalista si rivolge al Consiglio di Stato

Linda Maggiori sta conducendo un’inchiesta sui traffici d’armi nel porto di Ravenna – Il Tar di Bologna le aveva già dato ragione

OSSIGENO 17 settembre 2026 – Si attende a inizio ottobre la seconda udienza al Consiglio di Stato a Roma, nella quale la giornalista Linda Maggiori sosterrà le ragioni del suo diritto di poter accedere alle informazioni sui traffici d’armi dal porto di Ravenna. Diritto che le è stato negato dall’Agenzia delle Dogane. (leggi)

Alla giornalista e ambientalista, cui Ossigeno in passato per altre inchieste ha dato sostegno con bonus e assistenza in giudizio tramite il proprio Sportello Legale (vedi), ha ricevuto la solidarietà e l’appoggio anche di Rete #NOBAVAGLIO.

L’organizzazione ha auspicato che l’esito al Consiglio di Stato sia in linea con la sentenza già espressa dal Tar di Bologna in favore di Maggiori. Sentenza che, come confermato dal suo avvocato Andrea Maestri, “ha sancito il diritto di conoscere almeno le quantità di armi che transitano dal nostro porto”.

Linda Maggiori ha dichiarato che la sua battaglia non è per il singolo caso, ma riguarda tutti, giornalisti, attivisti e cittadini, che hanno il diritto ad essere informati. Due le ragioni fondamentali della sua tesi.

La prima è che il traffico d’armi alimenta un’economia di guerra che, dall’industria alla cultura, sta trasformando la struttura della nostra società, crea morte e distruzione e impoverisce ecosistemi e territori, mettendone a rischio la sicurezza, come dimostra l’esplosione avvenuta lo scorso 13 agosto nella fabbrica d’armi KNDS di Colleferro, in provincia di Roma.

La seconda è che la raccolta di notizie potrebbe implicare, come in questo caso, anche la verifica di eventuali violazioni della legge dello Stato 185/1990, che vieta di armare governi responsabili di crimini di guerra e contro l’umanità, come ad esempio Israele con il genocidio del popolo palestinese, così come denunciato dall’Onu. LT

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