Giovanni Spampinato, il cronista de L’Ora ucciso 54 anni fa, ricordato a Palermo

OSSIGENO  27 ottobre 2026 – Il 27 ottobre 1972 Giovanni Spampinato, corrispondente del quotidiano L’Ora di Palermo, fu ucciso a Ragusa a colpi di pistola mentre era nella sua auto. Aveva 25 anni. La sua storia è ricostruita nell’archivio online di Ossigeno “Cercavano la verità” (www.giornalistiuccisi.it), insieme alle storie degli altri 29 cronisti italiani uccisi. L’archivio porta il nome, al plurale, del titolo che L’Ora dedicò in prima pagina alla notizia dell’uccisione di Giovanni: “Assassinato perché cercava la verità”.

Giovanni Spampinato aveva svolto per L’Ora e per l’Unità delle  inchieste sulle attività eversive dei gruppi neofascisti nella Sicilia orientale e sui loro rapporti con la criminalità comune. Nel 1972 aveva pubblicato alcuni articoli di cronaca sull’omicidio del costruttore Angelo Tumino, assassinato a Ragusa il 26 febbraio di quell’anno, e nei suoi articoli aveva evidenziato i rapporti della vittima con  Roberto Campria, figlio dell’allora presidente del Tribunale di Ragusa. Sei mesi dopo Roberto Campria uccise Giovanni Spampinato e si costituì subito dopo. Reo confesso, fu condannato in via definitiva a 14 anni e ne scontò 8 in manicomio giudiziario. L’inchiesta sull’omicidio Tumino fini nel dimenticatoio, non riuscì a incolpare nessuno e 35 anni dopo fu archiviata come un delitto a opera di ignoti.

Nel 2020 la Procura di Ragusa ha riaperto l’inchiesta sull’omicidio Tumino, sulla base di elementi che confermano la pista indicata da Giovanni Spampinato in un articolo pubblicato ad aprile 1972.

L’anniversario della morte del cronista di Ragusa è stato ricordato oggi a Palermo, ai Cantieri Culturali alla Zisa, durante il convegno-corso di formazione promosso da Assostampa Sicilia sulle nuove linee guida del CSM per la comunicazione giudiziaria. Alberto Spampinato, fratello di Giovanni e presidente di Ossigeno, ha osservato che l’incapacità della magistratura di accertare le responsabilità dell’assassinio si manifesta anche per altri giornalisti uccisi mentre cercavano la verità e indagini riaperte sono ripartite da informazioni già disponibili 54 anni fa. Una vicenda che, ha detto, è comune a molti casi di giornalisti uccisi, e ha citato i casi di Graziella De Palo e Italo Toni, di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin e di Andrea Rocchelli. Le verità su questi delitti è custodita da un silenzio che resiste al trascorrere del tempo e in alcuni casi è nascosta dal segreto di stato.

A cura di Elena Massa e Matteo Petrillo.

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