Leggi e sentenze

Perché il FOIA italiano è deludente per il giornalismo

Più vantaggi per i cittadini ma sembra a rischio il diritto dei giornalisti di pubblicare dati senza consenso degli interessati. Un breve saggio dell’avv. Andrea Di Pietro

In occasione del seminario di studi sul tema “Libertà di stampa e accesso alle fonti giudiziarie e amministrative” (vedi) organizzato dall’Associazione Stampa Romana, in collaborazione con Ossigeno per l’Informazione e la Biblioteca Nazionale Centrale, che si svolge martedì 27 febbraio a Roma nella Sala Convegni della stessa Biblioteca. Il coordinatore del servizio di Assistenza Legale Gratuita di Ossigeno, avv. Andrea Di Pietro, ha pubblicato questo saggio sui pregi e i difetti delle nuove norme in vigore in Italia in materia di diritto di accesso agli atti della Pubblica Amministrazione.

Di seguito un estratto del breve saggio dell’avv. Andrea Di Pietro

[…] I tipi di accesso agli atti della Pubblica Amministrazione sono complessivamente tre: accesso civico agli atti della PA di cui è obbligatoria la pubblicazione; accesso civico “generalizzato” agli atti della PA di cui NON è obbligatoria la pubblicazione; accesso agli atti ai sensi della legge 241/90.

La novità importante introdotta dal FOIA è rappresentata dal diritto di accesso civico generalizzato che si configura – alla stessa stregua del diritto di accesso civico non generalizzato – come diritto a titolarità diffusa, potendo essere attivato “da chiunque” e non essendo sottoposto ad alcuna limitazione quanto alla legittimazione soggettiva del richiedente. A ciò si aggiunge un ulteriore elemento, ossia che l’istanza “non richiede motivazione”. In altri termini, tale nuova tipologia di accesso civico risponde all’interesse dell’ordinamento di assicurare ai cittadini (a “chiunque”), indipendentemente dalla titolarità di situazioni giuridiche soggettive, un accesso a dati, documenti e informazioni detenute da pubbliche amministrazioni. […]

Il problema del bilanciamento tra diritto alla privacy e diritto di controllo e conoscenza degli atti della PA è cruciale, in quanto entrambi riconosciuti tanto ai singoli individui quanto alla collettività. Con il FOIA si parla di diritto diffuso in quanto viene riconosciuto a tutti il diritto di chiedere copia degli atti amministrativi, sebbene rispetto alla singola richiesta il soggetto non abbia alcun diritto, alcun interesse, alcuna motivazione per chiederli. Ciò appare paradossale, perché è percepibile uno sbilanciamento in favore del diritto diffuso di accesso agli atti assolutamente sovradimensionato rispetto alle esigenze concrete, a fronte della inutile esposizione della PA a una indefinita, e potenzialmente smisurata, quantità di richieste, tale da poter creare un effettivo problema al buon funzionamento dell’amministrazione. Per mitigare questo strapotere riconosciuto in capo ai cittadini sono dovute intervenire le LLG (Linee guida) che svolgono il compito di riportare in asse questo squilibrio. Ne fa le spese il delicato rapporto tra FOIA e giornalismo, soprattutto in relazione alla tutela della privacy. […]

Le Linee guida in sostanza, coinvolgono, anche per le attività giornalistiche e quindi in presenza dell’interesse pubblico a conoscere le informazioni, la figura del controinteressato alla richiesta di accesso agli atti, ovvero il soggetto i cui dati devono essere divulgati, conferendogli il potere potestativo e insindacabile di impedire la divulgazione di informazioni che, in base al TU Privacy, sarebbe svincolata dal consenso dell’interessato, ovvero l’attività giornalistica. […]

Questo passaggio è fondamentale.

Sappiamo, infatti, che, in base al T.U. Privacy, il trattamento dei dati personali esercitato dal giornalista non prevede il consenso dell’interessato, se il trattamento risponde a esigenze di interesse pubblico ed è limitato ad una essenzialità del trattamento, ovvero quello strettamente necessario a soddisfare l’interesse della collettività a conoscere alcuni fatti. […]

Invece, con il FOIA e le LLG sembra essere stata introdotta una compressione al trattamento dei dati personali in ambito giornalistico, che si ricava in via interpretativa, posto che le nuove norme sulla trasparenza della PA nulla dicono di esplicito in riferimento alla richiesta di accesso generalizzato che provenga da un giornalista. […]

ADP

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