Atti Commissione parlamentare di Vigilanza devono essere appellabili, dice la CEDU

L’impossibilità di appellarsi contro l’abolizione delle tribune politiche elettorali viola la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo – Una vittoria dei Radicali Italiani

OSSIGENO 1 settembre 2021 – Il 31 agosto 2021 la Corte europea dei diritti dell’uomo ha depositato una sentenza che accoglie parzialmente il ricorso contro l’interruzione della messa in onda delle tribune politiche elettorali sui canali della RAI. Ne hanno dato notizia i Radicali Italiani, che nel 2013 presentarono il ricorso, ideato e promosso da Mario Staderini (all’epoca segretario di Radicali Italiani) e da Marco Pannella, con l’assistenza del prof Antonio Bultrini.

Il ricorso fu presentato a nome dell’Associazione Lista Pannella con la richiesta di condannare l’Italia perché da cinque anni (dal 2008) le tribune politiche previste dalla legge nel periodo non elettorale non venivano più trasmesse.

La Corte europea di Strasburgo  ha escluso una violazione dell’articolo 10 della CEDU ma ha accertato una violazione dell’articolo 13 della stessa Convenzione rilevando che non è prevista la possibilità di appellarsi contro una simile inerzia della Commissione parlamentare di vigilanza sul sistema radiotelevisivo. La legge infatti prevede che le Tribune politiche della RAI siano gestite direttamente dalla Commissione parlamentare di vigilanza che negli ultimi 13 anni non ha mai dato l’impulso necessario per realizzarle.

I Radicali sottolineano che si tratta di una sentenza innovativa, considerato che la giurisprudenza italiana finora non ha ritenuto procedibili i ricorsi contro gli atti della Commissione parlamentare di vigilanza e ora invece la Corte europea ha riconosciuto questa violazione che evidenzia una lacuna normativa. Di conseguenza, l’Italia deve colmare questa lacuna. affinché ogni volta che la Commissione parlamentare di vigilanza adotta atti che incidono sulla libertà di espressione (dunque anche regolamenti relativi alla par condicio), essi siano impugnabili davanti a un giudice.

“Con questa sentenza –  hanno dichiarato Massimiliano Iervolino e Giulia Crivellini, segretario e tesoriera di Radicali Italiani –  la Corte europea segna la strada per un primo rientro nella legalità dell’Italia sul fronte del diritto all’informazione. Finisce l’impunità della Commissione di vigilanza RAI, che per troppo tempo ha permesso ai partiti di decidere le regole del servizio pubblico in contrasto con leggi e Costituzione ma senza doverne rispondere nei tribunali. Come per esempio la scandalosa soppressione per 13 anni delle tribune politiche previste dalla legge. Rivendichiamo con soddisfazione il nostro contributo decisivo a questa riforma strutturale”. ASP

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