Basta impunità! Avv. Di Pietro, ostacolare attività giornalistica sia reato perseguibile

La proposta rivolta da Ossigeno e Stampa Romana al Parlamento italiano, sperando che cambi atteggiamento sulle misure per la protezione dei giornalisti

OSSIGENO 29 ottobre 2021 – L’avvocato Andrea Di Pietro, coordinatore dell’Ufficio di Assistenza Legale Gratuita di Ossigeno, ha accettato l’invito a fornire un contribuito alla discussione pubblica che il 3 novembre 2021 a Siracusa vedi il programma ,avrà luogo  per rispondere a questa domanda: oltre a denunciare minacce, intimidazioni e abusi, che cosa si potrebbe fare per fermare l’impunità di chi commette reati e abusi contro i  giornalisti? 

E’ bene non sottovalutare l’importanza che ha la Giornata indetta dall’Unesco per porre un limite ai crimini commessi contro i giornalisti e alla loro impunità. Il mio monito è di non abbassare mai la guardia, anche di fronte alla modernità dei diritti sociali, che ci fanno credere che alcune epoche antidemocratiche e liberticide non torneranno più.

Purtroppo non è così. Noi sappiamo che non è così, e in giornate come questa lo vogliamo affermare e ribadire con forza.

Quest’anno, su incarico di Ossigeno per l’informazione e Stampa Romana, che hanno raccolto un’idea brillante della giornalista Rai Maria Grazia Mazzola, ella stessa vittima di violenza nel corso di un servizio giornalistico, ho avuto il grande onore di partecipare alla scrittura di una nuova norma incriminatrice che avrà la funzione di proteggere – con pene gravi ed effettive – l’attività giornalistica dalle violenze che vogliono limitarla.

Questo progetto è stato recepito dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti e di questo ringraziamo pubblicamente il Presidente Carlo Verna. Ecco il testo che abbiamo sottoposto all’attenzione dei parlamentari.

REATO DI OSTACOLO ALL’ATTIVITÀ GIORNALISTICA – Chiunque, per limitare o impedire la ricerca, la raccolta, la ricezione, l’elaborazione, il controllo, la pubblicazione o la diffusione di informazioni, opinioni o  idee di interesse pubblico, utilizza violenza, minaccia o frode in danno di soggetti esercenti l’attività giornalistica, è punito con la reclusione da due a sei anni. 

La norma è stata presentata ufficialmente questa estate ed è stata pubblicata e diffusa dal Corriere della Sera, a cui diciamo grazie ancora una volta.

Speriamo quindi che il Parlamento dimostri questa volta la necessaria sensibilità, abbandonando finalmente il suo atteggiamento ondivago sul terreno della protezione dei giornalisti che è anche il terreno della nostra libertà di ricevere informazioni decisive per una formazione consapevole dell’opinione pubblica. 

C’è bisogno di risposte concrete e non possiamo più aspettare.

Avv. Andrea Di Pietro

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