Libertà di stampa

Basta impunità! Relatori e programma della tavola rotonda di Siracusa 3 nov 2021 ore 10

Questo articolo è disponibile anche in: Inglese

OSSIGENO 31 ottobre 2021 – I nomi dei relatori, il tema e le basi della discussione, le indicazioni per seguire i lavori in presenza o in diretta streaming in italiano o in inglese

Giustizia e libertà di stampa:

Come fermare l’impunità per i reati contro i giornalisti

Tavola rotonda organizzata dall’Associazione “Ossigeno per l’Informazione” su mandato dell’UNESCO – Mercoledì ​​3 novembre 2021 alle ore 10 nell’aila magna del Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights – Via Logoteta 27

I lavori saranno diffusi in diretta streaming. Il Quirinale ha conferito all’iniziativa la Medaglia del Presidente della Repubblica – Il settimanale L’Espresso è media partner della manifestazione.

L’argomento. I relatori presenteranno analisi, idee e proposte sulla possibilità di indagare più sistematicamente sulle intimidazioni, le minacce, e le ritorsioni contro i giornalisti, e sulla possibilità che i procedimenti tengano conto del fatto che i reati contestati agli aggressori sono stati compiuti allo scopo di impedire l’esercizio del diritto di informare e di essere informati.

Il tema affronta l’esigenza di passare dalla fase della protesta per le intimidazioni ai giornalisti e per l’impunità degli aggressori, alla fase più matura della proposta, della discussione e dell’attuazione concreta delle possibili contromisure a livello legislativo, giudiziario, giornalistico ed editoriale. Questo focus , fra l’altro, interpreta la filosofia di intervento che l’UNESCO ha indicato quest’anno, per le celebrazioni della “Giornata internazionale dell’ONU per mettere fine all’impunità per i crimini contro i giornalisti”, in documento che riconosce un ruolo rilevante all’appuntamento di Siracusa.

Pubblicazioni. In occasione della Tavola rotonda di Siracusa, l’UNESCO pubblicherà l’edizione italiana del manuale, intitolato “Linee guida per i procuratori nei processi per reati contro i giornalisti”, Ossigeno pubblica un Rapporto speciale sulla situazione in Grecia dopo l’assassinio ad atene del giornalista Giorgos Kraivaz. Pubblica inoltre sul suo sito web un’analisi statistica sulle minacce a giornalisti e blogger rilevate in Italia nel 2020 e una serie di interventi di esperti, giornalisti eparlamentari sul tema in discussione.

L’elenco dei relatori comprende procuratori e giornalisti provenienti dall’Italia e dai Paesi europei nei quali recentemente sono stati uccisi dei giornalisti (Malta, Grecia, Olanda), con eventi tragici che hanno creato il massimo allarme sull’adeguatezza delle misure in vigore per garantire la sicurezza e la protezione dei giornalisti e per impedire, con misure preventive, che la pressione intimidatoria più o meno violenta, oltre a limitare la libertà di stampa e di espressione, posa sfociare in eventi criminali gravi e fatali.

In questa discussione i relatori italiani hanno molto da dire, sia per sottolineare il fatto che il loro paese è all’avanguardia per quanto riguarda il monitoraggio e la denuncia delle intimidazioni, sia per commentare il fatto che il tasso di impunità rimane altissimo e nessuna nuova misura di protezione e nessuna nuova prassi giudiziaria è stata ancora messa in atto.

La tavola rotonda sarà ospitata a Siracusa (Sicilia) presso il prestigioso “Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights” (via Logoteta 27) con la presenza fisica dei relatori e del pubblico e di rappresentati dell’UNESCO Media Division. Saranno osservate le restrizioni imposte dalla pandemia (distanziamento, green pass e posti a sedere ridotti della metà). La partecipazione del pubblico sarà potenziata dalla diretta streaming bilingue sulle piattaforme Zoom e YouTube. Un gruppo di 50 giornalisti seguirà l’evento come corso di formazione promosso dall’Ordine dei Giornalisti della Sicilia.

Il dibattito è strutturato in 4 sessioni, con inizio alle ore 10.00, per una durata complessiva di tre ore e mezza, con una pausa di 15 minuti a metà percorso per una pausa caffè.

APERTURA DEI LAVORI

Jean-François Thony, Presidente del Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights

Francesco Italia, Sindaco di  Siracusa

Tawfik Jelassi, UNESCO’s Assistant Director-General for Communication and Information (remote) – Opening remarks

Giovanni Salvi, Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione

Alberto Spampinato, presidente ONG Ossigeno per l’Informazione, moderatore. (Introduzione al tema dell’evento: perché abbiamo bisogno di nuovi modi per porre fine all’impunità per le minacce di violenza contro i giornalisti).

Proiezione del video dell’UNESCO per la “Giornata mondiale della libertà di stampa per porre fine all’impunità per i crimini contro i giornalisti”. (5 minuti)

1a SESSIONE (60 minuti)

Esperienze di giornalisti, pubblici ministeri ed esperti legali di Grecia, Italia, Malta, Olanda, Gran Bretagna

1. Eugenio Albamonte (Italia), magistrato, sostituto procuratore in Roma

2. Marilù Mastrogiovanni (Italia), giornalista minacciata dalla mafia, presidente di giuria UNESCO/ Premio Guillermo Cano World Press Freedom

3. Guilherme Canela, capo della sezione per la libertà di espressione e la sicurezza dei giornalisti presso la sede dell’UNESCO a Parigi,

4. Dalia Nasreddin (Malta), responsabile legale della Fondazione intitolata a Daphne Caruana Galizia;

5. Elena Kaniadakis (Grecia) giornalista autrice di un reportage sulla situazione dopo l’assassinio del giornalista Giorgos Karaivaz ucciso ad Atene il 9 aprile 2021

Dibattito e domande

Pausa caffè 15 minuti

2a SESSIONE – Rafforzare la collaborazione e la capacità di fermare l’impunità

Presentazione da parte dell’UNESCO e dell’ IAP delle Linee guida per i procuratori nei casi di reato contro i giornalisti

6. Han Moral, Segretario Generale dello IAP /associazione Internazionale dei procuratori)

7. Sabin Ouellet, President-Directeur general S2G Management Groupe conseil

8. Saba Ashraf (Gran Bretagna), esperta legale dell’associazione no-profit Media Defence che fornisce assistenza legale gratuita in monti paesi ai giornalisti in difficoltà;

9. Michele Albanese (Italia), giornalista sotto scorta dal 2014 per minacce della ‘ndrangheta

10. Federico Cafiero de Raho (Italia), magistrato, procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo che ha proposto nuove norme per la tutela dei giornalisti

11.Thomas Bruning (Olanda), giornalista Olandese, riferisce sull’assassinio del giornalista Peter R. de Vries, colpito a morte il 6 luglio 2021 ad Amsterdam;

Discussione e domande (chiusura prevista alle 13:30)

LE BASI DI QUESTA TAVOLA ROTONDA

La Concept Note dell’UNESCO per la commemorazione della Giornata internazionale per porre fine all’impunità per i crimini contro i giornalisti sottolinea che “in molti casi le minacce di violenza e gli attacchi contro i giornalisti non sono adeguatamente indagati” e che questa mancanza di indagini “troppo spesso porta a aggressioni e omicidi più gravi”.

Ciò accade, aggiunge la Concept Note, nonostante tutti gli impegni per attuare a livello nazionale e regionale la Risoluzione A/RES/68/163  dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite adottata nella sua 68a sessione nel 2013, che ha proclamato il 2 novembre Giornata internazionale per mettere fine all’impunità per i crimini contro i giornalisti (IDEI), e altri appelli ad affrontare l’ampia impunità con “la creazione di un ambiente sicuro per i lavoratori dei media” attraverso iniziative congiunte di “agenzie delle Nazioni Unite, organi regionali, Stati membri, membri della magistratura, società civile e i media (…) per garantire la responsabilità e assicurare alla giustizia gli autori di crimini contro giornalisti e operatori dei media”.

Lo stesso documento fa riferimento alla Dichiarazione finale del 14° Congresso delle Nazioni Unite sulla prevenzione della criminalità e la giustizia penale, che “riconosce la specificità delle minacce affrontate dai giornalisti (…)” e invita gli Stati membri ad agire per “indagare, perseguire e punire le minacce e atti di violenza, di loro competenza, commessi contro giornalisti e operatori dei media, (…) al fine di porre fine all’impunità per i crimini commessi contro di loro”.

L’UNESCO ha quindi chiesto di concentrare le celebrazioni dell’IDEI di quest’anno in modo da “evidenziare il ruolo strumentale delle procure, nell’investigare e perseguire non solo le uccisioni ma anche le minacce di violenza contro i giornalisti”.

In questo contesto l’UNESCO ha deciso di organizzare una “tavola rotonda di alto livello” con rappresentanti delle procure dello Stato italiano, giornalisti ed esperti legali, “fornendo una piattaforma di dialogo tra pubblici ministeri e giornalisti sulle misure di prevenzione e protezione per affrontare la sicurezza dei giornalisti”. ”, anche per le minacce online e di genere contro le giornaliste.

Come base per la discussione, l’UNESCO ha suggerito le “Linee guida per i pubblici ministeri sui casi di crimini contro i giornalisti”, vedi  pubblicate congiuntamente dall’UNESCO e dall’Associazione internazionale dei procuratori, che sono ora disponibili in 16 lingue, dal 2 novembre anche in italiano. Inoltre ha messo sul tavolo il documento World Trends Report Insights sul capitolo sulla sicurezza, che sarà pubblicato in occasione dell’IDEI di quest’anno, che include i più recenti dati UNESCO su uccisioni e impunità, nonché una panoramica delle tendenze globali nella campo della sicurezza dei giornalisti e le raccomandazioni della Dichiarazione di Windhoek +30, adottata al culmine della Giornata mondiale della libertà di stampa 2021 in Namibia. L’UNESCO spera anche che venga discusso “il ruolo del giornalismo investigativo nello scoprire queste minacce, nell’informare i pubblici ministeri delle loro scoperte e renderli responsabili”.

La concept note dell’UNESCO per l’IDEI 2021 afferma ancora una volta che “porre fine all’impunità per i crimini contro i giornalisti è una delle questioni più urgenti fa affrontare per garantire la libertà di espressione e l’accesso all’informazione a tutti i cittadini” e sottolinea che “tra il 2006 e il 2020, oltre 1.200 giornalisti sono stati uccisi in tutto il mondo, e quasi 9 su 10 di questi omicidi sono rimasti irrisolti a livello giudiziario”, secondo l’Osservatorio sui giornalisti uccisi dell’UNESCO.

Il documento sottolinea inoltre che “questo ciclo di violenze contro i giornalisti è spesso un indicatore dell’indebolimento dello stato di diritto e del sistema giudiziario”. Evidenzia inoltre che “sebbene le uccisioni siano la forma più estrema di censura dei media, i giornalisti sono anche soggetti a innumerevoli minacce – che vanno dal rapimento, alla tortura e altri attacchi fisici alle molestie, in particolare nella sfera digitale e che le minacce di violenza e gli attacchi contro i giornalisti in particolare creare un clima di paura per i professionisti dei media, impedendo la libera circolazione di informazioni, opinioni e idee per tutti i cittadini”.

Ed è per questo che è, quindi, essenziale rafforzare le indagini e le azioni penali per le minacce di violenza contro i giornalisti al fine di prevenire i reati contro di loro.

ASP

 

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