Ossigeno per l’Informazione

Ossigeno per l’Informazione, partner del progetto European Centre for Press and Media 2015, ha sviluppato un metodo unico per monitorare le minacce ai giornalisti e la censura nascosta delle notizie. L’osservatorio ha inoltre annunciato la presentazione di un report sulle recenti condanne carcerarie per diffamazione. 

Nell’ultimo anno Ossigeno ha tenuto diverse sessioni di formazione sull’uso intimidatorio della diffamazione a cui hanno partecipato circa 3000 giornalisti italiani. A maggio 2015, su invito dell’Ambasciata tedesca a Roma, il gruppo dell’Osservatorio ha incontrato una delegazione di Senatori di Berlino, a cui ha illustrato le differenti tipologie di violazione della libertà di espressione in Italia e similitudini e differenze rispetto alla situazione tedesca.

Ossigeno è nato nel 2008 con l’obiettivo di informare sul fenomeno delle intimidazioni e delle minacce contro giornalisti, blogger e operatori dei media. Infatti, nonostante le intimidazioni siano frequenti e ostacolino la circolazione di informazioni importanti, non trovano spazio sulle pagine dei giornali.

Tuttora, i mezzi di informazione riportano in media solo un’intimidazione ogni mille. In pochi anni Ossigeno è riuscito a rompere il silenzio, trovando e pubblicando i nomi di 2300 vittime di intimidazioni, minacce e abusi. Nei primi 180 giorni del 2015 sono stati aggiunti alla lista altri 190 nomi, che potete trovare a questo link http://notiziario.ossigeno.info/english/

Ossigeno svolge una ricerca attiva delle notizie sulle intimidazioni, attraverso un monitoraggio quotidiano realizzato da uno staff di volontari che utilizzano gli strumenti del giornalismo investigativo professionale. Oltre al monitoraggio, Ossigeno diffonde notizie su ciascun episodio di intimidazione, studia le ragioni di un numero così elevato di minacce e aiuta le vittime.

In questo modo Ossigeno classifica 34 diverse tipologie di intimidazioni e mette in luce lacune e vuoti legislativi che le rendono semplici e le lasciano impunite. E’ in questo modo che l’Osservatorio ha portato il tema all’attenzione dell’opinione pubblica, mostrando come intimidazioni, minacce e abusi contro giornalisti e altri operatori dei media come blogger, opinionisti e video reporter, accadano molto frequentemente in Italia, così come in molti altri paesi occidentali.

Oggi, in Italia, grazie al lavoro di Ossigeno, è opinione comune che la legge permetta di usare denunce e cause di diffamazione come strumento intimidatorio verso i giornalisti, per raggiungere una censura de facto che, altrimenti, sarebbe proibita.

ECPMF

I rappresentanti delle venti associazioni di giornalisti, case editrici, istituzioni accademiche, sindacati ed esperti dei diritti dei media provenienti da molti paesi europei hanno fondato il Centro europeo per la stampa e la libertà dei media (ECPMF) a Lipsia il 24 giugno 2015. Con base a Lipsia un team di sei associazioni ha cominciato a lavorare dopo che il Centro si è affermato come una Società cooperativa europea indipendente e no profit (SCE). Il sito del Centro è www.ecpmf.eu.

La missione della cooperativa è quella di unire la comunità altamente frammentata della libertà dei media in Europa e di affrontare le violazioni della libertà dei media negli Stati membri dell’Unione europea e non solo. Le violazioni della libertà di stampa saranno monitorate, ricercate, registrate e continuamente segnalate sia al pubblico e sia alla sfera politica. L’ECPMF funzionerà come un ufficio di registrazione, e come punto di contatto per le organizzazioni e per i singoli individui.