Crans-Montana. Giornalisti e troupes Rai aggrediti davanti al locale andato a fuoco
Mentre seguivano gli sviluppi delle indagini sull’incendio a ‘Le Constellation’, dove hanno perso la vita decine di giovani avventori
OSSIGENO 19 gennaio 2026 – Due troupe della Rai sono state aggredite il 5 gennaio 2026 a Crans-Montana, in Svizzera, dove erano impegnate a seguire gli sviluppi dellinchiesta sulla strage di Capodanno, nella quale hanno perso la vita decine di ragazzi nell’incendio del locale ‘Le Constellation’. Secondo quanto hanno raccontato gli inviati Rai, gli aggressori sarebbero persone che difendevano i coniugi Moretti, gestori del locale andato a fuoco.
La giornalista Francesca Crimi del programma di Rai1 ‘Ore14’ era insieme a Marco Bonifacio per fare delle interviste. Un uomo ha puntato contro di lei una pompa che aveva in mano, l’ha aperta e l’ha bagnata completamente con acqua gelida. La temperatura esterna segnava -10 gradi.
Nello stesso giorno Domenico Marocchi, inviato di Uno Mattina News, e Alessandro Politi di ‘Storie Italiane’ di Rai1, sono stati aggrediti mentre svolgevano il loro lavoro di cronisti. Si trovavano di fronte al ristorante di Jacques e Jessica Moretti, i gestori del locale ‘Le Constellation’, quando alcune persone li hanno prima insultati e minacciati, poi aggrediti fisicamente con spintoni e colpi sferrati sulle auto nelle quali i giornalisti si erano rifugiati insieme con gli operatori.
Solidarietà ai cronisti è giunta dalla presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Barbara Floridia, dai sindacati di categoria Fnsi, Usigrai e Unirai e dai vertici della Rai, che hanno ribadito il diritto fondamentale dei giornalisti di poter svolgere il proprio lavoro in piena sicurezza, senza subire alcuna forma di violenza o minaccia, ancora di più in una vicenda che ha colpito duramente la comunità italiana e ha suscitato un profondo cordoglio nazionale.
L’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, su richiesta del ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha sollecitato la polizia cantonale del Vallese a rafforzare la vigilanza a tutela dell’incolumità dei media italiani. “Il contesto di questa sciagura – ha affermato Tajani – deve portarci a rispettare il dolore di tutti, ma in nessun modo deve permettere atti di violenza o intimidazione contro la stampa”. LT


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