Cattura dei media. Del Vecchio tenta di comprare il Fatto Quotidiano
Il giornale aveva pubblicato inchieste critiche sulle sue attività – L’offerta di acquisto ritirata dopo il no dei soci fondatori
OSSIGENO 4 novembre 2026 – E’ durato una settimana il tentativo dell’imprenditore-editore Leonardo Maria Del Vecchio di acquisire il controllo azionario del Fatto Quotidiano comprando la maggioranza delle quote azionarie. Il tentativo è rientrato perché il direttore Marco Travaglio e gli altri che insieme a lui detengono la maggioranza delle azioni hanno fatto muro. L’imprenditore controlla già diverse testate: l’80% di Editoriale Nazionale (QN, il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno) e il 30% del quotidiano Il Giornale. La sequenza dei fatti fa apparire questa vicenda come un episodio di media capture, ovvero di acquisizione del controllo di un giornale per limitarne l’autonomia, quindi un attacco al pluralismo che viola la libertà di stampa. Proprio nei giorni scorsi l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa ha rivolto una raccomandazione ai paesi membri affinché operino per impedire la cattura dei media.
LA CRONOLOGIA dei fatti fa capire che il tentativo di acquisto è scattato dopo che, il 23 ottobre 2026, il giornale diretto da Marco Travaglio ha pubblicato alcune intercettazioni tratte dall’inchiesta giudiziaria Equalize, mettendo in cattiva luce tre manager del gruppo guidato da Del Vecchio, imputati nel fascicolo principale per accesso abusivo a sistema informatico. VEDI
Due giorni dopo, domenica 25 ottobre, LMDV Media, la società del family office di Del Vecchio dedicata all’editoria, ha annunciato una due diligence sulla Società Editoriale Il Fatto (SEIF) con l‘obiettivo di fare un’offerta pubblica di acquisto per circa 7,15 milioni di euro, finalizzata al ritiro dalla Borsa.
Il 27 ottobre 2026 Il Fatto Quotidiano (a firma di Gianni Dragoni e Gaia Scacciavillani) ha pubblicato una seconda inchiesta intitolata “Del Vecchio, un impero fragile appeso alle banche: debiti in salita” che analizza la situazione finanziaria del gruppo e del family office di Leonardo Maria Del Vecchio, il quale l’aveva commentata con l’espressione «ratti del giornalismo», mentre nei giorni precedenti aveva definito il lavoro critico del Fatto «esattamente il giornalismo che vogliamo proteggere».
Il 28 ottobre il consiglio di amministrazione del Fatto Quotidiano ha respinto la richiesta di accesso ai suoi conti e ha fatto notare che lo statuto dell società vieta a un singolo socio di superare il 17% del capitale.
Il 29 ottobre LMDV ha rinunciato all’offerta. In una nota Del Vecchio ha detto di rispettare la decisione dei fondatori e che la sua porta «resta aperta».
Ossigeno non si pronuncia sulle intenzioni dell’imprenditore, ma sulla sostanza dell’operazione. L’offerta proveniva infatti dalla persona su cui il giornale stava indagando. Inoltre, avrebbe concentrato un’altra testata nelle mani di un solo editore. Anche la sola possibilità che un giornale passi a chi è oggetto delle sue inchieste minaccia l’indipendenza dell’informazione.
Ossigeno esprime solidarietà al Fatto Quotidiano, ai suoi giornalisti e ai soci fondatori, che hanno difeso l’indipendenza della testata. ASP
(Ha collaborato Matteo Petrillo).


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