Leggi e sentenze

Diffamazione. In Parlamento nuove proposte di legge

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Due sono del senatore Primo Di Nicola (M5S). Uno punisce le liti temerarie contro i giornalisti, l’altro estende il loro segreto professionale. Una terza proposta è di Valter Verini (Pd)

I senatori del M5S hanno presentato due disegni di legge in materia di libertà di stampa: uno contro le liti temerarie e un altro per la tutela della segretezza delle fonti dei giornalisti. Primo firmatario di entrambe le proposte è il giornalista neo- senatore Primo Di Nicola, che le ha illustrate in una conferenza stampa al Senato, giovedì 25 ottobre, presenti i senatori Pierluigi Paragone ed Elio Lannutti.

Quella attuale è la quinta legislatura che discute proposte per riformare la legislazione e i codici in materia di informazione. Un altro disegno di legge  sulla stessa materia è stato presentato alla Camera da Valter Verini. Il deputato  del Pd ha riproposto la parte della riforma in materia di diffamazione già passato alle Camere nella legislatura precedente ma non approvato in modo  definitivo . Un’altra proposta è stata preannunciata dal deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli.

CHI FA CAUSA RISCHIEREBBE META’ DEL RISARCIMNTO RICHIESTO – Il primo dei due provvedimenti del M5S prevede la modifica dell’articolo 96 del codice di procedura civile e stabilisce che nei casi di diffamazione a mezzo della stampa, della radiotelevisione o del web, in cui risulta la malafede o la colpa grave di chi promuove il giudizio civile per risarcimento del danno, il giudice con la sentenza che rigetta la domanda condanna l’attore alle spese legali e – su istanza di parte – al pagamento a favore del richiedente di una somma, determinata in via equitativa ma non inferiore alla metà della somma richiesta come risarcimento.

Il secondo provvedimento M5s intende modificare l’articolo 200 del codice di procedura penale, introducendo la tutela piena della segretezza delle fonti fiduciarie dei giornalisti (anche dei pubblicisti) eliminando la possibilità che il giudice possa ordinare al giornalista di indicare la fonte delle sue informazioni quando ciò sia ritenuto indispensabile ai fini della prova del reato.

Le proposte – ha detto il senatore Primo Di Nicola – sono aperte al contributo degli altri gruppi parlamentari.

GFM

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