Enna. Bonus assistenza legale ai giornalisti Manuela Acqua e Filippo Occhino

Erogato dallo Sportello Legale di Ossigeno per contribuire alle spese legali per difendersi in giudizio da una querela di don Giuseppe Rugolo

OSSIGENO 15 maggio 2024 – L’Ufficio Assistenza Legale Gratuita di Ossigeno vedi, che opera in collaborazione con Media Defence, ha concesso un contributo in denaro a copertura delle spese legali ai giornalisti Manuela Acqua  e Filippo Maria Occhino, querelati a Enna dal sacerdote don Giuseppe  Rugolo. I giornalisti raccontano la vicenda in questo testo, scritto per Ossigeno

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Sono Filippo Maria Occhino, direttore responsabile di Enna Live, testata giornalistica che
si occupa di notizie del territorio ennese. Sono stato querelato due volte per aver
pubblicato sul mio giornale online due articoli della collega Pierelisa Rizzo, corrispondente
dell’ANSA, riguardanti il processo al sacerdote Giuseppe Rugolo. In entrambi i casi la
Procura di Enna aveva chiesto l’archiviazione, ma i legali del sacerdote hanno presentato
opposizione.
Desidero ringraziare “Ossigeno per l’informazione” per il prezioso supporto e la vicinanza
dimostrati nei nostri confronti. In situazioni come queste il rischio di rimanere soli è
particolarmente elevato, soprattutto quando si opera in piccole realtà di provincia come la
nostra. L’esistenza di un osservatorio che, invece, offre sostegno è di fondamentale
importanza.
Di seguito i link dove troverete i due articoli per i quali sono stato querelato .
https://www.ennalive.it/enna-si-allungano-i-tempi-del-processo-rugolo/
https://www.ennalive.it/enna-processo-rugolo-sentito-in-aula-il-sacerdote/
Grazie.

Filippo Maria Occhino

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Desidero esprimere la mia sincera gratitudine a Ossigeno per l’Informazione e a tutto lo staff dell’Osservatorio per il sostegno che mi hanno dato concedendomi un contributo finanziario per affrontare le spese legali che devo sostenere per difendermi dalla querela presentata contro di me da Don Giuseppe Rugolo, il prete di Enna condannato per abusi sessuali.

Questa storia ha rivelato un lato oscuro della Chiesa, caratterizzato dalla negazione dell’evidenza e
dal tentativo di zittire le vittime attraverso l’uso di fondi della Caritas. Forse alcuni sono
stati messi a tacere, ma Antonio Messina, una delle vittime di abuso, ha trovato il coraggio di parlare
nonostante le numerose difficoltà incontrate.

Quando sono venuta a conoscenza di questa storia, ho sentito l’urgente bisogno di indagare e
comprendere come un prete molto amato e rispettato in città fosse coinvolto in tali abusi.

Dopo aver seguito il processo e aver parlato con Antonio Messina, ho deciso di esprimere la mia opinione su
questa torbida vicenda, notando immediatamente una netta divisione in città tra colpevolisti e
innocentisti. Questa divisione ha alimentato accese discussioni sui social senza che, a mio parere, da parte di molti ci fosse una piena conoscenza e comprensione dei fatti .

In mezzo a questo caos, mi sono stata querelata per aver definito ‘pericoloso’ il prete accusato di
abusi sessuali su minori (e successivamente condannato dal Tribunale di Enna a 4 anni e 6 mesi per
violenza sessuale aggravata e atti sessuali con minori e con il divieto di assumere qualsiasi incarico nelle scuole e
in altre istituzioni frequentate da minori).

Il pubblico ministero ha chiesto l’archiviazione della querela contro di me. La vicenda si sarebbe potuta chiudere così. Ma i legali del prete si sono opposti, costringendomi così a comparire davanti al giudice il prossimo 29 maggio.

Questa situazione mi ha causato angoscia e spese legali considerevoli. Sono estremamente grata ad
Ossigeno per il sostegno che mi ha dato, sul piano economico e morale.

Concludo ribadendo che, se avessi l’opportunità di tornare indietro, farei esattamente le stesse
scelte. Sono convinta che occorre l’alzare la voce contro l’ingiustizia e vivere in
armonia con la giustizia, indipendentemente dalle conseguenze che ciò può avere.

Alcune persone hanno scelto di prendere le distanze da me per evitare qualsiasi associazione con questa vicenda, ma
ne ho scoperto altre persone che invece mi sostengono, riconoscendo l’importanza di vivere secondo la
verità.

Manuela Acqua

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