Questo episodio rientra tra le violazioni verificate da Ossigeno per l'Informazione

Realizzato nell'ambito del progetto OSSIGENO M.A.P. - MONITOR ASSIST AND PROTECT, co-finanziato da GMDF (Global Media Defense Fund), il Fondo creato nell'ambito della Campagna Globale per la Libertà dei Media nel quadro del Piano d'Azione dell'ONU per la Sicurezza dei Giornalisti e la tematica dell'Impunità. Il GMDF è stato sviluppato con l'obiettivo di facilitare la libertà dei media e migliorare l'accesso dei giornalisti ad una tutela legale specializzata e sensibile alla diversità di genere. Gli autori sono responsabili della scelta e della presentazione dei fatti contenuti in questa pubblicazione e delle opinioni ivi espresse, che non sono necessariamente quelle dell'UNESCO e non impegnano l'UNESCO.

Foggia. Troupe Rai aggredita a San Severo sul luogo di un omicidio

Una giornalista e gli operatori si erano recati nel quartiere in cui viveva la vittima. Sono stati costretti alla fuga nonostante fosse presente una volante della polizia

OSSIGENO 29 settembre 2022 – Sono stati aggrediti e costretti alla fuga da familiari e conoscenti di un uomo ucciso in un agguato a San Severo di Foggia, in Puglia. E’ accaduto il 10 aprile 2022 a una troupe della trasmissione televisiva di Rai 2 ‘Ore14’, composta dalla giornalista Tatiana Bellizzi e da due operatori. Nei pressi del luogo del delitto, dovevano realizare un servizio sull’omicidio di Salvatore Lombardi, pregiudicato ucciso qualche giorno prima da un 17enne che si è poi costituito (leggi). L’aggressione è stata verbale e fisica. Era presente una pattuglia della Polizia (guarda). Solidarietà è stata espressa dal sindacato dei giornalisti Rai Usigrai e dal sindaco di San Severo Francesco Miglio, che si è scusato a nome della cittadinanza.

I FATTI- Dopo un breve giro nel quartiere in cui viveva la vittima, Tatiana Bellizzi e gli operatori erano entrati nel bar davanti al quale era avvenuto l’omicidio. Già al loro arrivo in città due uomini avevano intimato loro di andare via da San Severo. Mentre cercavano di terminare le riprese, da un’automobile sono scesi un uomo e una donna. “Cercate guai…te ne devi andare, torna al tuo paese –, ha gridato la donna alla cronista, mentre l’uomo faceva segno di voler aprire la testa all’operatore. Visto il clima, la troupe ha deciso di andare via scortata dalla Polizia, nel frattempo intervenuta, ma un altro uomo ha cercato di aggredire l’operatore, che è riuscito a schivare i colpi. “Abbiamo avuto davvero tanta paura”, hanno poi raccontato la giornalista e gli operatori.

LA SOLIDARIETA’ – Per il segretario dell’Usigrai Daniele Macheda è “inaccettabile quanto accaduto ai due operatori e alla giornalista che nonostante la presenza di una volante della polizia sono stati affrontati dai parenti della vittima dell’agguato con minacce personali e l’intimazione di lasciare San Severo”.

Solidarietà anche da Ossigeno per l’informazione, che da tempo denuncia il problema della sicurezza di chi fa informazione in situazioni a rischio, e ha delineato possibili misure preventive (vedi) per garantire l’informazione e l’incolumità dei cronisti. LT

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