Libertà di stampa

France 24. In Italia più minacce, interferenze politiche e querele bavaglio – Video

Nel reportage dell’emittente francese intervistati Sigfrido Ranucci, Nello Trocchia e Alberto Spampinato, presidente di Ossigeno

OSSIGENO 5 novembre 2026 – L’emittente francese France 24 ha dedicato un reportage ai problemi della libertà di stampa in Italia. Il servizio, firmato da Nathia Mendoza, è stato rilanciato il 4 novembre 2026 da Antimafia Duemila. Il reportage parte dal fatto che l’Italia è il paese che ha più giornalisti minacciati e sotto scorta della polizia e descrive tre forme di pressione sui giornalisti italiani: le minacce della criminalità organizzata, le interferenze politiche sul servizio pubblico e l’ampio uso delle azioni giudiziarie a scopo intimidatorio.

Nel servizio sono intervistati tre giornalisti: Sigfrido Ranucci, giornalista della Rai, parla dell’attentato che ha subìto nel 2025 e della sua rimozione dalla conduzione del programmi di inchiesta della televisione pubblica Rai Report, secondo lui è una decisione politica. Nello Trocchia, giornalista del quotidiano Domani, vive sotto scorta da maggio 2026 per le minacce ricevute per le sue inchieste su mafie e narcotraffico. Alberto Spampinato, presidente di Ossigeno per l’Informazione, spiega come funzionano le cosiddette querele bavaglio (SLAPP): l’effetto intimidatorio comincia appena l’azione legale viene annunciata o avviata, non occorre che ci sia stata una sentenza di condanna. Nel 2025 Ossigeno ha contato quasi novanta giornalisti italiani colpiti da iniziative di questo tipo.

Il reportage ricorda anche due fatti recenti. A luglio la Commissione europea ha richiamato l’Italia perché non aveva recepito nei tempi previsti la Direttiva europea anti-SLAPP (Lo ha fatto il 2 ottobre scorso). Il disegno di legge annunciato a febbraio 2026 dal governo per aumentare, con una aggravante, le pene per chi aggredisce i giornalisti, è ancora in attesa di approvazione in Parlamento. SC

L’intervento di Alberto Spampinato inizia al minuto 8:36 del video.

Leggi l’articolo su Antimafia Duemila

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