Editoriale

Impunità. Buone notizie e impegni non mantenuti

Un bilancio e alcune riflessioni dopo la Conferenza di Ossigeno del 22 ottobre per la Giornata mondiale dell’Onu per mettere fine all’impunità dei reati contro i giornalisti

In Italia il tasso di impunità per le minacce e le intimidazioni contro i giornalisti si è ridotto sensibilmente, dell’otto per cento, negli ultimi dodici mesi. È una conseguenza della maggiore determinazione e del più continuativo impegno delle forze dell’ordine e della magistratura. Questa la buona novella che Ossigeno per l’Informazione ha dato con abbondanza di particolari e analisi, lunedì 22 ottobre alla Conferenza, ospitata al Senato (leggi). È una notizia importante, abbiamo sottolineato. Tuttavia ci è sembrato doveroso sottolineare che con questo sensibile miglioramento il tasso di impunità si è attestato al 90,1 per cento. Che significa un’impunità altissima, quasi assoluta. Dunque, la situazione rimane altamente preoccupante perché l’impunità incoraggia i violenti e i prepotenti a commettere altre minacce, intimidazioni, ritorsioni. Il calo dell’impunità è una di quelle buone notizie che possono essere interpretate anche al contrario, senza tema di essere smentiti né accusati di esagerare.
Purtroppo è questa la situazione ed è la conseguenza di anni di disimpegno, o meglio di impegni assunti ma non seguiti dai fatti, dall’adozione di misure concrete. Alla Conferenza, abbiamo ricordato gli impegni presi da parlamentari e dagli altri nostri analoghi convegni del 2015, del 2016 e del 2017 e abbiamo dimostrato che nessuno di quegli impegni è stato mantenuto. Anche quest’anno sono stati presi impegni. Che cosa ne sarà? Vedremo. Siamo ottimisti, perché abbiamo il dovere di essere ottimisti e siamo convinti che la fortuna deve essere aiutata. Inoltre, abbiamo qualche appiglio. Il primo è l’impegno degli esponenti del governo, che hanno partecipato alla nostra Conferenza, ad affrontare e risolvere il doppio nodo delle querele temerarie e della limitazione del segreto professionale dei giornalisti. È la prima volta che un governo si schiera su questo fronte e ci sembra un buon segnale.

ASP

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.