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La calda estate degli insulti web. Dai cani mangiati ai CC Piacenza

Nel mirino giornalisti che hanno contestato e smentito la notizia di “Libero” e precisato i reati contestati ai carabinieri arrestati 

Sono stati numerosi durante il mese di agosto 2020 gli utenti dei social che, con insulti e minacce inviati via web, hanno contestato giornalisti e blogger che hanno smascherato delle fake news. A questi giornalisti e blogger Ossigeno esprime piena solidarietà.“Siamo di fronte a un nuovo squadrismo che non usa i manganelli ma i post sul web”, ha commentato il viceministro dell’Interno Matteo Mauri, al quale il 3 settembre 2020 il presidente della FNSI, ha consegnato un dossier sulle minacce ai giornalisti italiani, di cui Ossigeno non conosce il contenuto.

L’episodio principale, per il quale sono stati insultati e minacciati numerosi cronisti (e anche il presidente della FNSI, dopo che ha manifestato loro la sua solidarietà) è nata dalla pubblicazione di un articolo di Salvatore Dama dal titolo “Denuncia a Lampedusa – I migranti hanno mangiato i miei 4 cani”, pubblicato in prima pagina, il 7 agosto, sul quotidiano Libero. L’articolo si basa sulle dichiarazioni di un’imprenditrice agricola dell’Isola. La notizia è stata diffusa anche dalle giornaliste Chiara Giannini e Francesca Totolo che ne hanno sostenuto la veridicità di fronte alle aperte contestazioni del sindaco Toto Martello, degli animalisti della LAV e del blogger David Puente. Quest’ultimo, responsabile del progetto fact-cecking di Open ha verificato vedi le fonti utilizzate da Libero e ha definito l’articolo di Dama una fake news.

Anche la giornalista di RaiNews24, Angela Caponnetto, è stata inondata su Twitter e Facebook da insulti sessisti e minacce per aver definito falso lo scoop di Libero. “Non sono tanto gli insulti in sé a spaventarmi e infastidirmi. Questi episodi sono un attacco diretto alla professione e minano la nostra professionalità”, ha dichiarato a Ossigeno Angela Caponnetto che ha già subito ondate di insulti web per le sue inchieste sui migranti, e sta raccogliendo i post per presentare una denuncia.

Anche Paolo Berizzi, Nello Scavo, Asmae Dachan, Antonella Napoli, Articolo 21 e Andrea Palladino hanno contestato la veridicità dell’articolo di Libero e per questo sono stati colpiti da insulti e minacce sui social.

Lo stesso trattamento è stato riservato, a fine agosto, al giornalista Giuseppe Giulietti, presidente della FNSI, quando è intervenuto sui social per esprimere solidarietà a tutti i giornalisti minacciati per aver negato la veridicità dell’articolo di Libero. Giulietti ha annunciato una denuncia contro gli autori dei post insultanti e minacciosi ricevuti (fra i quali esponenti di estrema destra).

Dopo la mia presa di posizione, ha scritto Giulietti su Articolo 21, i difensori della versione di Libero “non hanno neppure finto di fare un passo indietro, ma, come è loro costume, hanno preso a ingiuriare e minacciare i cronisti che hanno compiuto le verifiche, a cominciare dalle giornaliste perché costoro odiano le donne”. (leggi) Il segretario della FNSI, Lorusso gli ha espresso solidarietà.

ALESSIA CANDITO – Minacce e insulti web sono stati rivolti durante l’estate anche alla giornalista di LacNews, e corrispondente di Repubblica dalla Calabria, Alessia Candito,  già in passato attaccata e querelata per le sue inchieste sulla ‘ndrangheta, e stavolta presa di mira da Giuseppe Minnella, candidato capolista di Fiamma Tricolore a Reggio Calabria, che in un post su Facebook l’ha definita “scribacchina tossicodipendente i cui acidi hanno corroso la dentatura”, “amica dei mafiosi”. A suscitare queste frasi offensive è stato un articolo pubblicato sul sito di Repubblica il 2 settembre 2020, in cui Alessia Candito ha riferito che fra i candidati del partito di Minnella per le prossime elezioni amministrative di Reggio Calabria, sono presenti esponenti neo-fascisti.

MONICA NAPOLI – Negli ultimi giorni di luglio, insulti e minacce sessiste erano state indirizzate attraverso i social alla giornalista Monica Napoli (SkyTg24) che ha ricevuto minacce e insulti sessisti dopo la messa in onda di un suo servizio sullo scandalo della Caserma Levante di Piacenza, ad essere sequestrata in seguito all’arresto di sei carabinieri, in servizio presso la struttura. La giornalista aveva voluto correggere un’inesattezza circolata sui social precisando che i carabinieri sono accusati di spaccio, pestaggio e altri reati gravi. “Un giornalista – ha detto a Ossigeno – ha il dovere di combattere le fake news Chi crede in questa professione deve andare come un treno alla ricerca della fonte, e dire le cose come stanno senza temere repliche”. ASP

ha collaborato Raffaella Della Morte

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