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Mafia. Arrestati. Volevano uccidere Borrometi

La Polizia di Stato di Siracusa il 25 luglio 2018 ha eseguito – su ordine del Gip del Tribunale di Catania – 19 misure cautelari di detenzione nei confronti di altrettante persone ( quattro delle quali già in carcere per altri reati) accusate – a vario titolo –  di associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata alle estorsioni, traffico di sostanze stupefacenti, furti in abitazioni ed aziende agricole. Tra gli altri sono stati arrestati il capomafia di Pachino (RG) Salvatore Giuliano e il figlio Gabriele.

I due, nel mese di aprile, stavano progettando un attentato per uccidere il giornalista Paolo Borrometi, direttore de LaSpia, collaboratore dell’Agi e presidente di Articolo21. Già a febbraio 2018, Giuliano e il figlio erano stati rinviati a giudizio dal Gup di Catania per tentata violenza privata e minacce di morte, aggravate dal metodo mafioso, ai danni di Borrometi e sono sotto processo per quest reato commesso come ritorsione nei confronti del gironalsita che a gennaio 2018, sul giornale online che dirige, aveva pubblicato in esclusiva una inchiesta ricca di dettagli e fotografie sul predominio mafioso del binomio Vizzini-Giuliano nel comune di Pachino, un paese di 22 mila abitanti, e nell’area circostante del Siracusano.

La Federazione nazionale della Stampa italiana, l’associazione Siciliana della Stampa e l’Usigrai, con una nota congiunta(leggi) hanno espresso soddisfazione per le misure adottate nei contronti delle persone che hanno minacciato di morte il giornalista. «L’operazione di magistratura e forze dell’ordine dimostra ancora una volta che lo Stato è più forte”, si legge nel comunicato.

RDM

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