Manduria. Aggiunge porno al servizio di una cronista e poi si scusa
Sono disgustata dice la giornalista Marzia Baldari della Voce di Manduria, danneggiata dalla circolazione virale sui social
OSSIGENO 30 gennaio 2026 – A un servizio giornalistico su un fatto di cronaca nera, realizzato da Marzia Baldari, della testata online ‘La Voce di Manduria’, ignoti hanno inserito delle immagini pornografiche. Il servizio così manipolato è diventato virale sui social, arrecando disagio e imbarazzo alla giornalista, che ha presentato denuncia contro ignoti al commissariato di Manduria (Taranto) segnalando l’evidente intento denigratorio. Dopo alcuni giorni la persona che ha manomesso il servizio giornalistico di Marzia Baldari, un 45enne competente nel settore del montaggio video, è uscito allo scoperto e ha ammesso le sue responsabilità. “E’ stata una goliardata, ne sono pentito e sono pronto a scusarmi”, ha detto l’uomo, assistito dal suo avvocato Dario Iaia, in attesa di un incontro con la giornalista per cercare un accordo extragiudiziale.
“Sapere che l’autore del video non è legato ai fatti di sangue che stavo raccontando mi ha tranquillizzata – ha commentato Marzia Baldari -, ma il fatto che qualcuno abbia pensato, ideato e diffuso un mio servizio di cronaca montandolo a immagini pornografiche mi disgusta profondamente. C’è l’offesa e l’umiliazione personale e al mio giornale, e mi sono chiesta: come si può accostare un fatto di sangue, un servizio di cronaca, a immagini pornografiche, solo “per ridere”? Perché questo mi è stato detto: “L’ho fatto per goliardia”. Ed è drammatico”.
Marzia Baldari, che scrive per La Voce di Manduria, testata diretta da Nazareno Dinoi, di cui Ossigeno si è occupato in diverse occasioni (leggi), ha ricevuto molti attestati di solidarietà in modo trasversale per il grave episodio di manipolazione del proprio lavoro professionale. In particolare è stato messo in luce come l’atto abbia colpito una donna, una professionista e una testata giornalistica, inserendosi in un clima preoccupante di intolleranza e di tentativi di delegittimazione, quando non di intimidazione, verso chi svolge un servizio di pubblica utilità”, come hanno affermato vari esponenti politici tarantini. LT


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